Ormai la fine del progetto è acclarata, le biciclette non vengono utilizzate, i responsabili di atti incili non vengono puniti, e qualche frustrato ha l'opportunità in un momento di insana goliardia di "rovesciare" le biciclette che fanno perno alle colonnine.
Ruote rubate, catene scomparse, pedali e sellini inesistenti, un quadro desolante che sottolinea la sconfitta di una città incapace di comprendere un passo di questo genere.
Forse è mancata una campagna di sensibilizzazione nelle scuole, si poteva ambire ad un corso di formazione (di breve durata) da biciclettaio rivolto ad un esiguo numero di disoccupati che avrebbero potuto prendersi cura del servizio, forse si poteva provare ad investire nel progetto proponendolo gratuitamente per un certo periodo di tempo (la manutenzione ha avuto comunque un costo), o forse semplicemente si ammette la sconfitta.
Smontiamo tutto, compresa l'idea che volevamo proporre di una città quanto più "europea" possibile.
d.d.
