La vicenda relativa allo sgombero dell'accampamento dei Rom ha evidenziato, ancora una volta, l’impreparazione della nostra Comunità ad affrontare simili questioni e ciò soprattutto a causa dell’operato di un’Amministrazione di centro-destra che, forse per scelta culturale e politica, non ha mai investito nella prevenzione, preferendo intervenire solo quando ormai tali questioni sono sfociate in emergenze.
Nella scorsa campagna elettorale abbiamo avanzato alcune proposte che, anche alla luce dei recenti episodi di emarginazione e degrado, riproponiamo all'attuale Amministrazione comunale.
Innanzitutto andrebbe istituita da subito una “Sala Operativa per il contrasto al disagio sociale", sempre attiva, che operando con la stessa metodologia utilizzata dalla Protezione Civile in caso di calamità, metta in condizione l'ente territoriale di lavorare "in rete" con tutti i soggetti pubblici e privati impegnati nel sociale e presenti nel suo territorio. Tale organismo, oltre a monitorare costantemente il disagio sociale, dovrebbe progettare ed attuare, nonché coordinare, l'azione di tutte le organizzazioni (pubbliche, private e del Volontariato) che sono attive in Città nel sociale, evitando lo spreco di risorse economiche ed umane, ed amplificando al massimo le potenzialità degli operatori impegnati, con una continua opera di confronto, dialogo e reciproco aiuto.
In secondo luogo, per attuare un’efficace attività di prevenzione, è necessario istituire i c.d. "mediatori sociali di strada", ossia persone qualificate che, presenti sul territorio strada per strada, possano venire quotidianamente in contatto, con le persone “senza fissa dimora” o “di passaggio”. Attraverso l'azione dei mediatori sociali di strada si potrebbe, ad esempio, indirizzare tali persone presso luoghi adeguati dove mangiare, lavarsi e dormire, evitando il “bivacco” nelle piazze, nelle strade cittadine o negli edifici abbandonati; tale intervento fungerebbe inoltre da deterrente al fenomeno dell’accattonaggio. I mediatori sociali di strada potrebbero quindi diventare un “riferimento” per tutte quelle persone che, per svariati motivi, evitano le figure ufficiali preposte (come gli assistenti sociali) o le forze dell'ordine, oppure non sanno a chi rivolgersi per chiedere aiuto.
Solo un’efficace attività di prevenzione condotta attraverso il coinvolgimento attivo degli enti e degli operatori, anche volontari, presenti sul territorio, potrà evitare che la nostra Comunità si trovi ad affrontare sempre nuove emergenze sociali.
Partito Democratico di Trani - Il Segretario (Maurizio Di Palma) - Il Responsabile Politiche Sociali (Eugenio Martello)
