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Scuola, formazione e lavoro. Barletta-Andria-Trani promuove uno sportello nel carcere di Trani

Tra i principali compiti delle Istituzioni nei confronti dei soggetti sottoposti a pena detentiva, rientrano sicuramente la rieducazione del recluso ed il suo reinserimento, a pena scontata, nel mondo del lavoro. Il carcere sovraffollato è diventato, come risulta dalle denunce di Amnesty International o dalle condanne che subiamo dalla Corte di Giustizia Europea, un luogo disumano e barbarico.

L’Assessorato al Lavoro ed alla Formazione della Provincia Barletta Andria Trani, sensibile all’importanza che riveste l’attività lavorativa, sia nel percorso di rieducazione sia, successivamente, nell’impatto da donne e uomini liberi con la società, ha avviato uno studio per favorire il reinserimento nel mondo del lavoro, a conclusione di un periodo di detenzione.

Frequenti, infatti, sono i casi in cui la mancanza di lavoro o la difficoltà nel reperirlo, dovuta anche allo status precedente che spesso condiziona i datori di lavoro, sono cause determinanti di “ricadute” e di rapido ritorno dietro le sbarre.

Al fine di evitare che l’opera rieducativa venga vanificata dall’assenza di condizioni sociali che facilitino, dopo la riacquistata libertà, una vita “normale”, questo Assessorato ha allo studio il problema e sta predisponendo un “Protocollo d’Intesa tra la Provincia BAT, la Città di Trani, la LUM, la Casa Circondariale di Trani, il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna di Bari, finalizzato ad agevolare l’occupazione degli ex detenuti.

Preliminarmente sarà attivata una rete di stretta collaborazione tra Provincia ed Amministrazione Penitenziaria che seguirà il percorso di rieducazione del recluso, individuandone attitudini, capacità, esperienze acquisite, aspirazioni, attraverso il Centro Permanente di Istruzione per gli Adulti, deputato al “lifelong learning” e ricorrendo alla Formazione Professionale con alcuni bandi pubblici, tra cui quello degli “antichi mestieri”, per dare infine all’Istituto di Pena un vero e proprio Sportello per l’Impiego.

La Casa Circondariale dovrebbe individuare i soggetti da coinvolgere nel percorso di inserimento socio-lavorativo e segnalare gli stessi ai nostri CPI, per la realizzazione di una serie di azioni, quali:

-         espletamento delle pratiche relative al servizio di orientamento e preselezione e quindi presa in carico, attraverso la banca dati del sistema “Sintesi”, attiva presso i CPI, dei detenuti ristretti nella Casa Circondariale di Trani;

-         presa in carico integrata del beneficiario, da parte di tutti i servizi che per i relativi ambiti di competenza sono necessari alla preparazione di un progetto di inserimento socio-lavorativo;

-         lettura e decodifica attenta dei fabbisogni di cui i beneficiari sono portatori per la predisposizione di progetti pertinenti ed efficaci.

Il Servizio Politiche Attive per il Lavoro, tramite i Centri per l'Impiego di Andria, Barletta, Bisceglie e Canosa di Puglia, favorirà, in raccordo con cooperative e consorzi, scelti con la casa circondariale, il matching domanda/offerta di lavoro.

“Con questa iniziativa la BAT, ancora una volta, si va ponendo alla ribalta in ambito nazionale, nell’individuazione di protocolli che tendano a superare gli ostacoli che spesso si frappongono nella ricerca di un lavoro che, nel caso di ex detenuti, son sempre maggiori. Ritengo che sia un preciso dovere delle Istituzioni andare oltre il semplice controllo dell’esecuzione della pena; è importante invece che, durante il periodo di reclusione, si gettino le premesse affinché al termine della detenzione, attraverso l’Istruzione, la Formazione Professionale ed il Lavoro, si possano contrastare le devianze che spesso sfociano in nuove condotte delittuose”.

Pompeo Camero (assessore provinciale formazione professionale)

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