In riferimento allo sciopero di martedì scorso, 18 giugno, si precisa che Cgil e Fiadel aziendali, nonché i segretari aziendali Ugl e Uil, nell’assemblea di tutti i lavoratori del giorno precedente, avevano dichiarato la loro non partecipazione al predetto sciopero. Infatti, l’amministratore unico, Antonio Ruggiero, in una precedente riunione aveva dato la disponibilità a ricomporre la vicenda offrendo la possibilità ‘’alternativa’’ di riconoscere un beneficio economico a tutti i lavoratori impegnati durante il periodo estivo in occasione delle manifestazioni organizzate nell’ambito del cartellone dell’«Estate tranese».
Purtroppo, le segreterie provinciali e regionali Cisl, Ugl e Uil hanno chiesto la revoca del beneficio economico riconosciuto ai lavoratori della discarica, con la rinegoziazione di un nuovo accordo coinvolgendo tutte le sigle sindacali presenti in azienda e non hanno vagliato la proposta «alternativa» dell’amministratore unico.
Pertanto, la revoca di un qualsiasi provvedimento economico richiesto dal sindacato non rientra nella vocazione del sindacato stesso: tutelare sempre i diritti dei lavoratori. Questo mancato accordo ha portato, quindi, allo sciopero del 18 giugno.
Il segretario aziendale Cgil ha raccolto la lamentela di alcuni lavoratori, i quali hanno dichiarato che, poiché erano contrari alle motivazioni che avevano causato lo sciopero, il 18 giugno avevano regolarmente timbrato il cartellino e raggiunto la zona di lavoro di propria competenza. Successivamente, però, sono stati convinti a scioperare per cui sono rientrati, dubbiosi, marcando l’uscita.
Alla luce di tali avvenimenti e dell’ampia disponibilità assicurata dall’amministratore unico per dirimere la suddetta vicenda nei modi su esposti, le organizzazioni aziendali Cgil e Fiadel, il segretario aziendale Uil e l’ex segretario Ugl si dissociano dallo stato di agitazione che le segreterie provinciali e regionali Cisl, Ugl e Uil dovessero in futuro proclamare.
Al contrario, invitano tutte le parti a trovare un’auspicabile soluzione per dirimere la suddetta vicenda e, inoltre, sono favorevoli ad una discussione politico-sindacale, come già dichiarato agli organi di stampa anche dal consigliere provinciale Giuseppe Corrado, per porre in essere tutte le azioni necessarie per salvaguardare il futuro dell’azienda anche alla luce della recente normativa che ha introdotto l’obbligatorietà dell’Aro.
(comunicato proveniente da Pietro Cozzoli)
