Si è spento Ugo Moscatelli, uno degli ultimi tre superstiti di quel 18 settembre 1943, allorquando cinquanta ostaggi tranesi furono liberati dal tenente tedesco Friedrich Kurtz, che evitò che morissero in una rappresaglia nazista, in piazza della Repubblica, per vendicare con il sangue di vittime innocenti l’uccisione, avvenuta il giorno precedente, di cinque soldati tedeschi per mano di militari canadesi.
Ma il massacro, alla fine, non avvenne. Quel progetto criminale si tramutò, secondo quanto la storia locale tramanda, in un umano gesto di coscienza e responsabilità che risparmiò la città da una carneficina che pareva ormai sicura.
La fonte principale di dettagli e i protagonisti di quella frenetica trattativa è stato, in particolare, il grande Raffaello Piracci nel suo libro “Accadde a Trani nel ‘43”. Fu lui a porre in risalto che l’ufficiale tedesco a capo di quello che doveva essere il plotone di esecuzione fu indotto a più miti consigli ed infine mosso a compassione dai suoi interlocutori: il podestà Giuseppe Pappolla, l’arcivescovo Mons. Francesco Petronelli, l’ex segretario politico Antonio Bassi.
L’ultimo tassello a questa pagina di storia sarebbe arrivato dall’associazione “Obiettivo Trani” e, segnatamente, da Francesco Pagano, che da una lunga ed accurata ricerca risalì anche al nome dell’ufficiale tedesco: Friedrich Kurtz.
Nel 2005 si tenne una cerimonia in cui furono presenti un soldato superstite, Heino Niehaus, grazie al cui racconto si apprese il nome dell’ufficiale, del quale fu possibile ospitare a Trani il figlio ed il nipote. Erano lì anche tre dei cinquanta ostaggi di quel giorno, gli unici rimasti viventi all’epoca: Luigi De Filippo, Giuseppe Scandamarro, Ugo Moscatelli.
Gli stessi, più recentemente, hanno parlato in un film di produzione tedesca. S’è trattato dell’ultima uscita pubblica di Ugo Moscatelli.
La messa esequiale si officerà oggi, alle 16, presso la rettoria del Sacro Cuore, in via Malcangi.
