Conosciamo tutti gli infiniti disagi sorti a partire dal 1° marzo 2014 con il blocco, da parte di 98 farmacie della provincia BAT, del servizio di prenotazione delle visite specialistiche e degli esami medici, fino ad allora erogato gratuitamente per quasi dieci anni. Infatti, a fronte di una situazione ritenuta “insostenibile”, FederFarma ha deciso di bloccare il servizio nella provincia BAT, nonostante la richiesta avanzata dalla ASL BAT di rinviare la sospensione di sessanta giorni.
Nell’incontro avvenuto successivamente tra i rappresentanti della ASL BAT e di FederFarma è stato proposto un progetto di sperimentazione gestionale che prevede un costo di 1,50 euro a carico della ASL per ogni prenotazione effettuata in farmacia, fino ad un massimo di 250 mila euro annui; nel progetto, che dovrà essere sottoposto ad autorizzazione regionale, sono esclusi costi a carico del cittadino.
Nel frattempo in tanti si sono attivati, esprimendo sconcerto e dubbi, per la decisione di FederFarma di bloccare il servizio di prenotazione delle analisi che sta danneggiato soprattutto le fasce più sensibili dell’utenza.
Da parte loro, i responsabili di FederFarma, hanno evidenziato che il carico di lavoro per le farmacie del territorio è divenuto insostenibile anche perché la ASL ha chiuso diversi CUP ed i cittadini, giustamente, si rivolgono principalmente in luoghi più facili da raggiungere come le farmacie; ciò comporta che un operatore della farmacia venga addetto, part time o full time, esclusivamente a questo compito senza considerare le spese gestionali del servizio stesso che, invece, dovrebbe essere garantito dalla stessa ASL.
Una soluzione alternativa, per evitare i gravi disagi determinatisi, potrebbe essere quella di coinvolgere le Associazioni di volontariato qualificate nell’ambito sanitario (quali CRI, AVIS, ANT, AVO, OER, ADA, ecc.) che potrebbero collaborare con le farmacie e parafarmacie per continuare ad offrire ai cittadini l’erogazione del servizio, riducendo i costi gestionali per gli operatori privati. Le Associazioni infatti potrebbero mettere a disposizione un volontario per almeno due giorni la settimana, in determinate fasce orarie e con una copertura assicurativa a carico della ASL. Le farmacie, da parte loro, dovrebbero offrire solo il PC e la linea internet, fino al raggiungimento di un diverso accordo.
Occorre in ogni caso intervenire tempestivamente perché occorre evitare che, in un momento di profonda crisi economica come quello che stiamo vivendo, un servizio di pubblica utilità si fermi, aumentando il già grave disagio dei cittadini.
Partito Democratico di Trani
Il Segretario
Nicola Amoruso
Il Responsabile Gruppo Lavoro su Politiche Sociali
Margherita Magnifico
