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Riordino delle province? Da Barletta-Andria-Trani Antonucci parla di «grande bufala»

Così com’è stato concepito, questo riordino delle Province italiane non è altro che una “Grande Bufala”.
Far passare per abolizione un provvedimento che non cancella alcun ente, anzi ne crea di nuovi, è solo l’ennesima furbesca azione di un Governo esperto di tweet ma molto meno cosciente delle problematiche del nostro Paese.
Qualunque dizionario della lingua italiana si voglia consultare, la parola abolizione avrebbe un solo significato: “eliminare”, “annullare”, “cancellare”.
Questo non vale per il Governo Renzi, che parla di “abolizione” delle Province, ma in realtà, con il Ddl Del Rio fa nascere ben quindici Città Metropolitane (tante quante nel resto d’Europa), favorisce la nascita di Unioni dei Comuni e, udite udite, conserva proprio le Province.
Pur consapevole dell’utilità delle Province (interroghiamoci, piuttosto, a cosa servano le Regioni), sarei stato favorevole ad una loro abolizione.
L’abolizione delle Province tramite modifica costituzionale era il primo punto del programma elettorale di Centrodestra del 2013 e ci avrebbe trovato pienamente d’accordo.
A patto, però, che si trattasse di abolizione seria, vera, che passasse da una riforma del Titolo Quinto della Costituzione, e che magari coinvolgesse anche altri organismi del nostro Paese: dal Parlamento alle Regioni, cominciando magari dagli oltre 8mila enti intermedi che proliferano nel nostro Paese.
Invece, con il Ddl Del Rio in Italia aumenteranno gli enti (come se non ne avessimo già tanti!), con la sola differenza che a guidarli saranno figure non elette democraticamente dal Popolo.
Già, perché secondo la nuova normativa, i prossimi Presidenti delle Province saranno eletti dai Sindaci del territorio, e non direttamente dai cittadini.
Stesso discorso per i Consiglieri provinciali, che saranno eletti solo dai Consiglieri comunali delle diverse Città.
Le Province, poi, conserveranno un proprio bilancio autonomo, che dunque non sarà più gestito da amministratori eletti dai cittadini.
Insomma, qual è la vera ventata di novità introdotta dal Governo Renzi in materia di Province? “Aver tagliato le circa 3mila indennità degli Amministratori provinciali” dicono Renzi e i suoi.
Ma anche in questo caso, si vuol scambiare “fischi per fiaschi”.
Perché Renzi dimentica di dire che un Consigliere provinciale non percepisce alcuna indennità, ma solo un gettone di presenza, di circa 30 euro lordi, per ogni seduta di Consiglio o di Commissione cui partecipi? E perché non dice che qualora, come molto spesso accade, questo Consigliere provinciale sia anche Amministratore del proprio Comune, tali cariche non sono cumulative e si è giustamente costretti ad optare per solo uno dei due compensi?
Tutto questo Renzi lo sa molto bene, visto che agli albori della sua carriera politica ricoprì il ruolo di Presidente della Provincia di Firenze, prima di diventare Sindaco e Presidente del Consiglio comunale (nominato).
Intanto, in attesa che le Province siano riorganizzate (non cancellate!), la Provincia di Barletta - Andria - Trani, esempio di Amministrazione giovane, vivace ed al passo con i tempi, non ha alcuna intenzione di rallentare la propria azione di Governo.
E a dispetto di chi ne sta già celebrando il De Profundis, continua ad erogare borse di studio per i giovani studenti meritevoli e con difficoltà di reddito del territorio, a pagare tirocini formativi per soggetti inoccupati e disoccupati nelle aziende del territorio, ad erogare le Carte Amica (150 euro al mese per sei mesi) per le famiglie meno abbienti, a tagliare nastri di nuove aule realizzate nelle scuole (Liceo Cafiero) di Barletta, a dar inizio a lavori di ampliamento di altri istituti scolastici (Liceo “Nuzzi” di Andria o Istituto “Staffa” di Trinitapoli”), a proseguire i lavori di ampliamento della Strada Provinciale “Trani-Andria” ed a garantire, a tutti gli studenti diversamente abili delle nostre scuole, il servizio di trasporto gratuito e quello di assistenza specialistica durante le attività scolastiche.
Tutte cose che, prima che nascesse la Provincia di Barletta - Andria - Trani, potevamo solo sognare!

Luigi Antonucci
Consigliere provinciale
Barletta - Andria - Trani


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