Ricomincia a prendere forma, almeno sulla carta, il canile di contrada San Tommaso, in territorio di Trani, già denominato “Dog’s hostel” doc software e, adesso, “Rifugio per cani”.
Infatti il proprietario dell'area ha chiesto ed ottenuto dal Comune di Trani l’autorizzazione paesaggistica per lavori di miglioria del sito, il tutto proprio a distanza di due anni dal sequestro, avvenuto il 15 novembre 2013.
La misura cautelare, disposta dalla Procura di Trani, giunse in seguito a denunce circa il presunto maltrattamento degli animali detenuti. A complicare il quadro, il 1mo dicembre di quell’anno, sopraggiunse un nubifragio e l’allagamento della struttura, che ne pose a repentaglio la vita degli ospiti.
Il canile è tutt'ora sotto sequestro ed affidato alla cura di un custode giudiziale, ma, nel frattempo, la proprietà ha proposto una serie di accorgimenti che la Commissione comunale paesaggistica ha accordato con alcune prescrizioni.
L’autorizzazione è stata rilasciata «a condizione che venga utilizzata una pavimentazione, e relativo sottofondo, altamente drenanti, in modo tale da soddisfare quanto prescritto dalle leggi vigenti, che prevedono una superficie permeabile pari all’80 per cento di quella fondiaria».
Inoltre, per le recinzioni da realizzarsi, «devono essere utilizzati materiali con colorazione sulla tonalità bruno-marrone, in modo tale da garantire un minimo impatto ambientale. In generale – si legge nell’autorizzazione paesaggistica -, si dovrà garantire il normale ruscellamento delle acque meteoriche e relativa regimazione. I box da realizzarsi devono avere colorazione nelle stesse tonalità delle recinzioni».
Infine, la vegetazione: nella scelta delle essenze arboree «è importante evitare quelle che contengano principi attivi tossici per gli animali, come il tasso o l'oleandro, o che richiedano importanti trattamenti antiparassitari, evitando piante con radici ad andamento orizzontale vicino a box e camminamenti. Occorrerà quindi orientarsi – prescrive la commissione - verso piante e cespugli autoctoni, rustici e di facile gestione, tra cui ulivo, magnolia, falso pepe e agrumi, utili a mitigare l’intera area».
L’autorizzazione paesaggistica, peraltro, non costituisce titolo abilitativo all'esecuzione dell'intervento, ma rappresenta un primo passo avanti verso una riconversione dell'area probabilmente più funzionale ad una sicura custodia degli animali.
Al momento il canile ne ospita 160, ma nei prossimi giorni 30 partiranno per un'altra struttura, ubicata a Tricase. Con 130 ospiti, sarà più agevole effettuare, quando saranno autorizzati, i lavori concordati.
Basti ricordare, che due anni, fa il canile deteneva ben 560 animali ed anche questo aspetto, probabilmente, influì non poco su un provvedimento giudiziario ancora vigente e, per superare il quale, si sta provando in tutti i modi a voltare pagina.

