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Avantario (Pd): «Trani sia l'ospedale territoriale di tutta la Bat, ma deve farsi sentire nell'Asl»

La sanità sempre più frequentemente al centro del dibattito pubblico, cittadini sempre più allarmati per i “tagli” preannunciati dalla stampa, dai titoli altisonanti, che a volte aumentano le preoccupazioni : “Chiusura di 25 ospedali”; “La scure si abbatte sulla sanità pugliese”.

Altri giornali invece parlano di aumento dei posti letto in Puglia, che attualmente sono inferiori agli standard ministeriali, per cui dovranno aumentare di circa mille unità.

Risultato: cittadini a volte disorientati, classe politica che, in alcuni casi, “cavalca” demagogicamente il tema della salute e pensa a salvare il “proprio” ospedale.

Penso sia più utile parlare di “Piano di riordino ospedaliero”, che per legge deve essere rivisto ogni tre anni e quest’anno sisovrappone all’allineamento alla normativa europea in materia di lavoro, con l’entrata in vigore della Legge del 30.10.2014 n.161, che con l’articolo 14 prevede, per medici e personale sanitario, 11 ore consecutive di riposo giornaliero, massimo 48 ore di lavoro settimanale, compresi gli straordinari, 24 ore di riposo settimanale e almeno 4 settimane di riposo annuale.

Insomma un pasticcio? No, una realtà di cui bisogna prendere atto e su cui bisogna riflettere e domandarsi se invece non sia più utile parlare di: razionalizzazione (per esempio la popolazione italiana sta invecchiando ed è necessario aumentare i posti letto per lungodegenze e reparti di riabilitazione e diminuire quelli per acuti) e di qualità e distribuzione equa dell’offerta clinica sul territorio pugliese, potenziando gli ospedali più grandi e più sicuri così come ci indicano le linee guida scientifiche.

La normativa europea, a salvaguardia della salute dei lavoratori, ci indica invece nell’immediato, la necessità di accorpamenti fino a quando non si provveda ad integrare opportunamente gli organici di medici ed infermieri necessari ad assicurare un’assistenza adeguata agli standard di sicurezza.

È in atto insomma, un cambiamento importante della sanità che, da ospedalocentrica, si sta trasformando in “territoriale”. Questa “rivoluzione sanitaria”, supportata da evidenze scientifiche, non è stata compresa o comunque “digerita”, ma richiede uno sforzo collettivo scevro da pregiudizi, demagogia e campanilismo.

E allora cosa deve fare il cittadino disorientato?

Io sono fermamente convinto che i cittadini devono porsi una domanda e rigirala con forza alle istituzioni regionali e alle Asl:   Questi cambiamenti sono indirizzati a mettere in sicurezza il sistema della salute della Regione Puglia o solo a far quadrare i conti?

E il nostro Presidio ospedaliero? Ormai dobbiamo parlare di “Ospedale territoriale”  (“Casa della salute”) in via di completamento seppur con due appendici ospedaliere (medicina-lungodegenza e gastroenterologia) per le quali bisogna chiedersi sempre se, per come è mutata la realtà del nostro ospedale, lavorino in sicurezza.

Ma allora che fare?

Anche a tal riguardo il cittadino e chi sta dando il suo contributo di idee e di azioni deve chiedersi con determinazione perché il nostro “ospedale territoriale-casa della salute” non è ancora completato e si parla di costruire la casa della salute a Bisceglie?

Perchè non si mette a regime il nostro ospedale territoriale al servizio dell’intera Bat?

Perché non si aprono le sale operatorie di Trani in regime di day surgery a servizio di tutta la Bat?

Perché non si parla chiaramente del destino del pronto soccorso di Trani, che si vorrebbe trasformare in “punto di primo intervento”? Ed in particolare, sarà aperto 24 h su 24?

E la “Casa del parto”, pronta da anni ma mai entrata in funzione?

Insomma un ospedale territoriale che si dovrebbe arricchire nella erogazione dei servizi, si mette in discussione nel momento in cui si prospetta la possibilità di sospendere l’attività del laboratorio analisi.

E alle lunghe liste di attesa chi pensa? E per la RMN (RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE), tra gli esami diagnostici sempre più richiesti ma con liste di attesa inaccettabili, cosa si sta facendo e cosa si intende fare?

Perché non si comincia a pensare di installare una RMN nell’ospedale territoriale di Trani?

Per tutti questi quesiti invito il direttore generale della Asl Bat, dr. Narracci, a dare risposte chiare in un incontro pubblico e l’assessore regionale, dr. Santorsola, il cui impegno a favore della sanità della nostra città non è mai venuto meno, a promuovere unitamente al sindaco di Trani un incontro con il direttore generale stesso.

Al nostro sindaco Bottaro voglio dire che la nostra città non è rappresentata a livello di Asl e che le notizie che ci riguardano, spesso le apprendiamo dai giornali o dagli operatori, a cose già fatte: credo sia opportuno ribadire che Trani meriti pari dignità rispetto alle altre città.

Carlo Avantario

Presidente Laboratorio democratico Bat

Consiglere comunale Pd Trani


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