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Associazioni di categoria: «Chiusura del porto di Trani inutile. Quei soldi andavano usati per un progetto estivo»

In una lettera indirizzata al sindaco Amedeo Bottaro e agli assessori Giuseppe De Michele e Raffaella Bologna, il presidente della Confcommercio di Trani G. Acquaviva e il presidente della Fiepet Confesercenti E. Perna si preoccupano del piano di sicurezza e della chiusura della zona del porto.

Scrivono, infatti «Dopo la notizia della individuazione del parcheggio dedicato ai pullman turistici in via Falcone (che lascia perplessi perché se ne potrebbe dedurre che la nuova amministrazione abbia deciso di non effettuare più lo spostamento del mercato settimanale già deciso dalla precedente amministrazione; cosa di cui si dovrebbe essere a conoscenza attraverso i funzionari comunali che hanno assistito alle molteplici riunioni effettuate nei mesi scorsi, ma che andrebbe comunicata almeno agli operatori del settore), come un ennesimo fulmine a ciel sereno apprendiamo, da una nota stampa pubblicata in Gazzetta del Mezzogiorno e su varie testate web e siti locali, che è stato approvato un piano di sicurezza e di chiusura del porto di Trani durante le festività.

Premesso che, come al solito, siamo alle solite sui tempi (sempre risicatissimi, a volte di poche ore ormai) di approvazione, pubblicazione ed entrata in vigore di provvedimenti che interessano ampi settori economici e sociali della cittadinanza, ci spiace purtroppo constatare che trattasi, per “l’ ennesima volta”, di un provvedimento grave, nato “a tavolino”, barricati tra le quattro mura di un sempre più impenetrabile palazzo di città, e preso senza avere la minima cognizione di quanto accade, ormai da tempo immemore, all’economia turistico - ricettiva della nostra città.

Se la pubblica amministrazione vuole decidere in autonomia, a prescindere dal confronto con le associazioni di categoria, oltre a prendere atto di come sia poco importante per essa la partecipazione e la concertazione con soggetti qualificati come le scriventi, abbia almeno la compiacenza di preoccuparsi almeno di “scendere in strada” e toccare con mano una situazione di crisi quasi endemica, ormai al limite della sopravvivenza, che sta colpendo quelle attività che “da sole”, oggi, rappresentano quel poco di “settore turismo” rimasto ancora in vita in città.

Riteniamo la chiusura della zona porto, e il relativo impegno di spesa di 30.000 euro, oltre che inutile, soprattutto intempestivo, in considerazione del fatto che, ormai molte attività sono già chiuse per il periodo invernale, ma soprattutto perché la zona è sempre più deserta, persino nei fine settimana quando, fino ad alcuni mesi fa, si concentrava il lavoro di settore. Tra poco più di due mesi, anche se non ci si rende conto, arriverà la Pasqua per cui sarebbe stato più logico, in periodi di magra, destinare quei soldi per una attività di programmazione di interventi per la stagione primaverile-estiva.

Inoltre, poiché probabilmente non si vuole dialogare con coloro i quali mettono i nostri amministratori in guardia sullo stato di collasso che sta attanagliando il settore, li invitiamo a visitare le città limitrofe per farsi un’idea precisa di quanto la nostra amata città (che di turistico continua a mantenere un’infinita “vocazione”) non abbia più l’appeal di un tempo e che la sola Cattedrale e l’incantevole Porto, da soli non possono giustificare più il titolo di “Trani città turistica».

 

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