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VIDEO. Procura e Carabinieri smantellano «banda del buco» a Bisceglie: avevano colpito anche a Trani. Dieci arresti, anche quattro donne

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno arrestato 10 persone facente parte di un agguerrito gruppo criminale emergente nell’area nordbarese e specializzate nei reati predatori oltre che nella violazione della normativa attinente gli stupefacenti.

Una cinquantina di Carabinieri, supportati da unità cinofile antidroga e da un elicottero dell’arma, hanno difatti dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Trani, Rossella Volpe, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ufficio di Marcello Catalano, che trova il proprio fondamento nelle indagini condotte dalla Tenenza Carabinieri di Bisceglie nel corso del 2015. I militari, partendo da talune denunce di furto sporte a carico di ignoti, hanno accertato l’esistenza di un gruppo criminale specializzato nell’approvvigionamento, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (hashish e marijuana) e nella commissione seriale di furti aggravati in danno di esercizi commerciali, privati cittadini e piccoli imprenditori: l’azione criminale, estesa principalmente alla città ed alle campagne di Bisceglie, si fondava quindi sulla sottrazione di prodotti agricoli, quali quintali e di olive ed uva da tavola, nonché sull’approvvigionamento e distribuzione dei citati stupefacenti provenienti dalla vicina città di Cerignola.

L’attività investigativa ha permesso, tra l’altro, di ben delineare la struttura gruppo all’interno del quale spicca Vincenzo Di Liddo, 51 anni, detto “U buc” alias “il buco”, elemento emergente nel panorama malavitoso biscegliese, risultato mente ispiratrice nell’organizzare le attività illecite dei correi, ed in atto già detenuto poiché colpito da provvedimento di cattura eseguito dai Carabinieri di Trani nel marzo scorso e nell’ambito dell’operazione “Gran Bazar”.

È stato inoltre documentato il ruolo attivo delle quattro donne destinatarie del provvedimento, tra le quali spiccano la convivente del suddetto Di Liddo e le sue due figlie, le quali non si limitavano a partecipare alle condotte illecite, ma ponevano in essere in più occasioni atti diretti in modo non equivoco ad eludere le investigazioni, ad osteggiare pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni o ad intimidire eventuali testimoni.

In una circostanza in particolare, colte nella flagranza di reato, minacciavano due guardie campestri al fine di indurle a compiere atti contrari al proprio dovere professionale omettendo di denunciare un furto di olive in atto. Parimenti degna di nota è l’accertata disponibilità di armi comuni da sparo, illecitamente detenute e portate allo scopo – come certificato in un caso – di rivalersi nei confronti dei presunti responsabili del furto di una bicicletta elettrica in danno degli odierni indagati, fatti non verificatisi per spontanea desistenza dei malviventi.

Importanti i risultati portati a termine anche nel corso delle indagini, tenuto conto che sono state arrestate, nella flagranza, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e per furto aggravato, 5 persone, sequestrando oltre 1,5 kg. di marijuana e 900 grammi di hashish, il tutto nonostante gli arguti accorgimenti impiegati per occultare la droga, tra i quali, a titolo esemplificativo, si ricorda l’impiego del vano tecnico di un ascensore, all’interno del quale si rinveniva parte dell’ingente quantitativo di infiorescenze stupefacenti.

Gli odierni arrestati, 6 in carcere e 4 agli arresti domiciliari, dovranno rispondere di spaccio e detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti, furto aggravato, porto e detenzione illecite di arma comune da sparo, con l’aggravante per uno di essi di aver commesso i fatti mentre era soggetto alla sorveglianza speciale di PS.


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