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«Da settembre Trani chiama e convoca tutti»: intervento di Spallucci (Omi)

Di fronte ad un'emergenza eclatante come quella del lavoro che non c'è, della crisi finanziaria del comune, delle municipalizzate ai limiti di sopravvivenza, della pazienza e della speranza che ogni giorno si affievoliscono sarebbe il caso che vengano convocati una sorta di stati generali anti-crisi, non solo come momento di ascolto e di confronto ma anche di proposta, con l'ambizione di ridare vitalità all'economia cittadina.

Un'iniziativa aperta a tutti i soggetti del territorio che sia capace di produrre e mettere in campo iniziative concrete. Riunirsi tutti insieme, associazioni ed organizzazioni, che hanno a cuore il bene della città. Non parole, non un semplice convegno in cui si fa l'elenco delle cose che vanno e di quelle che non vanno, ma un punto di partenza capace di mobilitare le intelligenze per dare vita a un'operazione che possa essere vincente e dare slancio all'economia. Saremo capaci di fare questo miracolo?

Dobbiamo essere innanzitutto consapevoli che questo miracolo dipende da ciascuno di noi. Questo miracolo si chiama unità di voci, di intenti, per costruire ed aprire laboratori di iniziative innovative e fabbriche culturali. È tempo di voltare pagina, per riaccendere la speranza. L'attuale situazione sta oltrepassando limiti e barriere quali quella del senso comune, del sentire della gente normale, che fa fatica a sbarcare il lunario, poiché il divario tra i problemi del popolo e delle elitè cittadine o dei cedi medi è diventato troppo ampio e troppo doloroso.

Dobbiamo fare in modo che la ricchezza presente in città diventi un valore positivo. E sappiamo che il valore della ricchezza è positivo quanto essa non è immobilizzata, ma circola e diventa moltiplicatrice di attività e crescita, evitando così che il valore della ricchezza diventi negativo trasformandosi in accaparramento o accumulo egoistico. Dobbiamo fare in modo che pensare all' economica si traduca nel pensare alla comunità, ai bisogni che le attività mercantili, commerciali, artigianali, professionali e creative possono soddisfare quando sono armoniosamente indirizzate al bene comune.

Pertanto bisogna chiamare le diverse realtà sociali tranesi per unire volontà e sforzi. Il mondo dell'intrattenimento, delle idee, delle fabbriche culturali e creative devono essere parte attiva dell'iniziativa e possono svolgere un ruolo importante per creare lavoro e ricchezza. Sedendoci tutti intorno ad un tavolo per scrivere il progetto per il lavoro e lo sviluppo e un patto di intenti e azioni per realizzarlo. Elaborare un patto di rilancio e crescita della città, sapendo definire un ordine di priorità. Sapendo che dobbiamo chiedere anche alleanze esterne - pubbliche e private - perché gli investimenti restano un potente motore per la crescita. Serve aprire canali per attrarre flussi di informazioni, idee, competenze e talenti. Ed anche capitali per non restare impotenti e sostenere una crescita equilibrata garantendosi un futuro.

Dobbiamo essere consapevoli che abbiamo una ricchezza tuttora da cui attingere: essa è la nostra posizione geografica. Storicamente il Mar Mediterraneo è sempre stato un mare di relazioni, un luogo di incontro, un luogo di pensiero e di filosofi. Dobbiamo essere consapevoli che la cultura, sia quella "alta" sia quella "diffusa", si influenzano a vicenda e insieme riflettono e generano comportamenti sociali ed economici sui quali si fondano, in tanta parte, arretratezza e crescita. Tutto questo non è questione di poco.

Dobbiamo essere capaci di costruire nuovi scenari possibili perché la storia determina gli eventi ma non li giustifica. Questo compito di valutazione spetta a noi tranesi di oggi, agli uomini ed alle donne capaci di discernere insieme. La serietà di misurarsi con prove impegnative e la capacità di fare le cose difficili sono il tema che tocca specificatamente Trani e delimita il perimetro del suo ritardo. In altra parole servono leadership e azione, visione e forza politica, un senso diffuso di mobilitazione e di condivisione. Diversamente non ne verremo a capo. Nessuno può chiamarsi fuori! Nel frattempo dobbiamo insieme essere capaci tutti di tenere l'asticella alta: le famiglie, l'economia, la politica, la cultura. Dobbiamo riscoprire e saper riconoscere i seguenti elementi che ciascuno deve essere capace di donare alla città.

Il primo: saper riconoscere che nelle discussioni non esistono gradi o presunzioni di superiorità. Le buone idee e le buone riflessioni appartengono alle persone che sanno ragionare e riflettere, indipendentemente dal grado sociale o intellettuale di appartenenza.

Il secondo: tenere alta la qualità dei contenuti, esercitando il massimo sforzo, tenendo alto lo sguardo. Collocare l'asticella molto in alto, innanzitutto verso se stessi senza compiacimenti, alzando gli standard.

Il terzo: affiancare al lavoro ordinario e giornaliero il lavoro non quotidiano, lo studio, l'approfondimento, per non accontentarsi delle apparenze, di ciò che esiste, di ciò che si vede. E per essere persone di azione.

Riformatori veri ovvero persone capaci di lasciare una traccia, un'orma del proprio passaggio. Per combattere con le parole, con le idee e costruire il futuro possibile. Ora e qui.

Mauro Spallucci - Omi Trani
Organismo a Movente Ideale


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