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Riconversione dell'ospedale di Trani, la sfida di Santorsola: «Tutti tacciono, io ci metto la faccia e dico che mi piace»

Che strano, se ne è parlato per anni e, per anni, si è gridato allo scandalo per la mancanza di una visione o di un progetto che sapesse dare risposte concrete ai bisogni della comunità e poi, di colpo, subito dopo l’annuncio, sulla questione è caduto il silenzio assoluto.

Mi riferisco, ovviamente, alla proposta di riorganizzazione sanitaria sul territorio tranese presentata alcuni giorni fa dal Sindaco Bottaro e dal Direttore Asl nella conferenza stampa del 23 agosto.

Io non ero presente a quella conferenza, del resto non mi piace il ruolo del presenzialista a tutti i costi, ma, francamente, mi aspettavo una reazione maggiore da parte dei singoli e dei partiti, qualche critica di merito, se non qualche proposta alternativa, dagli irriducibili della opposizione.

Invece, nessuno ha detto nulla! Non se ne è parlato più, salvo un fedele rendiconto della prima ora e qualche sporadico commento sulla rete, tra l’altro prontamente ritirato per evidente incongruità o per mancanza di… strumenti a sostenerlo.

Evidentemente questo progetto che reinserisce Trani all’interno del percorso diagnostico ed assistenziale di un territorio più vasto di quello strettamente cittadino dando alle strutture tranesi un ruolo centrale come giustamente merita un co-capoluogo di provincia piace a tutti…. anche se questi “tutti” non hanno il coraggio di ammetterlo.

Io questo coraggio ce l’ho: il progetto mi piace!

Mi piace perché tiene conto di quelle tante necessità dei pazienti e degli utenti che non possono essere limitate al solo periodo di un ipotetico ricovero dimenticando la diagnosi precoce e la prevenzione, mi piace perché lo sforzo economico messo in campo dalla Regione Puglia e che è diretto non solo alle strutture ma anche alle tecnologie è tra gli investimenti più significativi degli ultimi anni, mi piace, infine, perché quell’investimento, pur se da una parte suona come un parziale risarcimento a tanti anni di  assordante disattenzione nei confronti della nostra città, mostra, in modo chiaro e preciso, la ferma volontà delle amministrazioni regionali e comunali ad omogeneizzare ed a migliorare l’offerta sanitaria su tutto il territorio Bat, nonostante i limiti imposti dal piano di riordino calato da Roma sulle nostre teste.

Finalmente è stata abbandonata l’idea che ospedale significa scienza e che assistenza sanitaria significa ospedale anche quando si tratta di ospedali monchi e tecnologicamente inadeguati ai tempi ed ai bisogni della gente.

Plaudo a tutte le innovazioni organizzative, che condivido e che ancora una volta faccio mie, plaudo al coraggio di recuperare strutture di grande valore architettonico alla quotidianità dell’assistenza, ma quel silenzio mediatico potrebbe far passare come condivise alcune lacune nella esposizione fatta dai giornali o alcune dimenticanze dei relatori alla conferenza.

Mi riferisco, tra le altre, all’impegno più volte espresso dalle Dirigenze Asl che si sono succedute negli ultimi anni a trasformare il laboratorio analisi del San Nicola in un “core lab” capace di soddisfare in maniera economica e logisticamente centrata le esigenze diagnostiche di tutta la ASL, alla opportunità che la BAT abbia una centrale del 118 e che questa centrale abbia sede a Trani, alla necessità indifferibile di porre una maggiore cura ai servizi di accoglienza ed agli aspetti igienico sanitari delle strutture.

Lo spirito di queste proposte, così come quello del progetto nella sua interezza, è qualificante per tutta la riorganizzazione di ASL ed è essenziale mantenere vivo il dialogo e l’intesa che si sono realizzate fra le istituzioni e che hanno permesso il raggiungimento di questo primo obiettivo.

Il lavoro non è ancora finito e dobbiamo assolutamente evitare che quel silenzio possa essere interpretato come una mancanza di attenzione da parte dei referenti politici del territorio e/o possa dare corpo alle critiche di pochi ed alle paure inconfessate di molti: essere, ancora una volta, di fronte ad annunciazioni “sine materia” od  alla soppressione di unità operative appena inaugurate.

Sono sicuro che la cabina di regia che prontamente sarà allestita per monitorare l’attuazione del progetto nel rispetto delle priorità e delle necessità saprà rileggere con attenzione le richieste presentate e saprà arricchirle con ulteriori misure di salvaguardia e di tutela della salute della nostra comunità.

Mimmo Santorsola (consigliere ed assessore regionale)


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