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Laurora (Pd Trani): «Il regolamento Tari va rivisto, l’amministrazione ascolti la voce dei cittadini e delle associazioni di categoria»

Quando si è al governo della città, più elevata è la responsabilità e più sentita la necessità  di essere attenti alle esigenze della collettività tranese, il cui giudizio diventa fondamentale per valutare in modo attentola propria azione amministrativa.

Assumono quindi grande importanza (tralasciando tutto quello che è chiaramente fazioso o frutto di pregiudizio),  le critiche costruttive e le rimostranze, quando vengono congruamente presentate, a maggior ragione se da parte di soggetti qualificati.

È di pochi giorni fa la pubblicazione sulla stampa di un comunicato della CnaBat, la quale evidenzia delle incongruenze nei costi della Tari sostenuta dagli operatori nelle zone produttive del nostro territorio.

In sostanza l'associazione evidenzia alti costi a fronte di nessun servizio effettuato da Amiu spa in quelle zone, nonché una notevole differenza, ovviamente in aumento, di costi fra Trani e le altre città della nostra provincia.

Quanto espresso pubblicamente dall'associazione determina senza dubbio uno spunto di attenta riflessione, soprattutto se si considera che giunge dalla voce di quel tessuto sociale su cui si fonda l'economia del nostro paese ovvero da quelle imprese e dai loro lavoratori che quotidianamente si trovano a dover far fronte già a mille ostacoli per sopravvivere nei rispettivi mercati, ed è proprio per loro e per tutte le famiglie tranesi  che abbiamo l'onore di rappresentare, obbligatorio per noi aprire un dibattito tecnico - politico, più in generale, sul contratto di servizio con Amiu spa, e quindi su una sua possibile revisione, anche in ordine al costo attuale, notevolmente aumentato rispetto al passato, e che non mi sembra abbia mai riportato una attestazione di congruità da parte dei vari dirigenti all'ambiente che si sono succeduti.

Credo che, in parallelo, sia possibile aprire un dibattito tecnico - politico sulla possibilità di revisione del regolamento Tari, nel quale sarebbe possibile:

- prevedere delle premialità in favore delle utenze domestiche e non, in caso di riscontrato aumento della raccolta differenziata; 

- favorire il riuso dei beni che hanno ancora valore commerciale; 

- favorire il compostaggio; 

- stabilire delle riduzioni per coloro che conferiscono i rifiuti differenziati presso l'isola ecologica;

- stabilire parametri che connettano il costo con la effettiva quantità di rifiuti prodotta.

Alcuni affermano che oggi non esistono governi popolari, e che governare significa scontentare.

Può darsi che oggi questo sia vero, ma chi si assume la responsabilità di governare ha poi, in ogni caso, il dovere di farlo nel modo migliore possibile.

Auspico, pertanto, che tutta la classe politica non resti insensibile alle sollecitazioni che provengono dalla cittadinanza.

A buon intenditor poche parole.

Tommaso Laurora - consigliere comunale Pd


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