Alessia oggi ha nove anni e vive una vita pressoché normale, sebbene con tutte le cautele legate alla sua particolare condizione fisica. Chi l'avrebbe mai immaginato nove anni fa, quando la bambina stava per nascere, e improvvisamente, se ne intravide una potenziale malformazione, che poi si sarebbe effettivamente manifestata.
Un pugno che avrebbe messo al tappeto chiunque, ma non la famiglia di questa bambina, che ha reagito ad una presunta avversità trasformandola in una risorsa, andando oltre le barriere fisiche e mentali e favorendo la perfetta integrazione di Alessia con il "gruppo classe" in cui si trova e tutta la società.
Alesia è la testimonial sul territorio di una campagna che Telethon sta portando avanti in tutta Italia grazie a bambini che rappresentino il simbolo della lotta con successo alle malattie genetiche e distrofia muscolare.
A dicembre Telethon ripartirà con la sua tradizionale campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi, ma già adesso è tempo di seminare e nulla è più prolifico di un terreno pieno di bambini, con tutte le loro speranze e sogni di vita.
Alessia frequenta la quarta classe della scuola elementare Antonio Cezza, presso il secondo circolo didattico Petronelli, insieme con altri ventiquattro bambini che hanno con lei un rapporto di stretta amicizia e fratellanza.
Utilizza un deambulatore, attende una carrozzina elettrica per muoversi meglio e faticare meno, ma non le manca pressoché nulla a partire dall'affetto.
I genitori ne hanno passate un po' di tutti i colori, ma adesso sono sereni e, oltre a ringraziare i medici dell'ospedale pediatrico Papa Giovanni XXIII, che tuttora assistono la piccola nei ripetuti controlli di rito, dopo averle permesso di superare evidenti criticità, continuano a costruire con lei, e con il fratello maggiore, il percorso di una famiglia felice, prima ancora che normale.
La storia di Alessia inizia durante la gravidanza di mamma Carmela: all’ottavo mese un medico le dice che la bimba sarebbe potuta essere affetta osteogenesi imperfetta, in altre parole ossa fragili e corte. Ipotesi confermata dopo il parto, con l'inizio dei conseguenti viaggi della speranza verso centri clinici di alto livello.
La bimba, dal secondo anno di vita, si sottopone per cinque o sei giorni, ogni tre mesi, ad una terapia di infusioni di vitamina D e calcio, che la fanno stare meglio fino all’infusione successiva.
Dopo famiglia e scuola, la casa di Alessia è l'ospedale, dove piccola e famiglia hanno per amici medici ed infermieri molto affettuosi, che si occupano di lei in modo professionale e attento.
Si frattura tre o quattro volte l’anno, ma senza le attenzioni che tutti le riservano sarebbero molte di più, e quelle stesse cure le servono per convivere con la sofferenza, quasi non sentendola, come fosse parte del gioco della vita.
Un gioco che le darà sempre le risposte migliori quando Alessia si vedrà meno alta degli amici, e quando vedrà alcuni di loro defilarsi: infatti, qualcuno è già sparito per "paura", altri l'hanno "scaricata" per la presunta diversità.
Ma il bene che c'è in quelli rimasti al suo fianco supera di gran lunga il cattivo esempio di pochi. Grazie all'amore di chi la circonda, Alessia avrà anche le ossa fragili, ma la testa dura e un cuore così grande.


