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Processo rating a Trani, Forza Nuova Puglia: «Coraggioso il pm Ruggiero, ma anche alcuni politici dovrebbero pagare»

Forza Nuova: A Trani insieme ai Banchieri paghino anche i loro servi politici: Monti, Padoan, Draghi e Prodi

È di qualche giorno fa la notizia della richiesta di condanna da parte del Pm Ruggiero nell'ambito del processo su Standard&Poor's a Trani. Sono stati chiesti 2 anni di reclusione e 300.000 euro di multa per Deven Sharma, all'epoca presidente mondiale di S&P; 3 anni e 500.000 euro di multa per Yann Le Pallec, responsabile europeo, insieme ad altri analisti del debito sovrano. A Standard e Poor's è stata chiesta la condanna al pagamento di una sanzione di circa 4,6 milioni di euro.

Il Pm Ruggiero fa bene a dire di aver individuato non la pistola ma un «bazooka fumante», riferendosi alla telefonata tra l'allora Ad per l'Italia di S&P, Maria Pierdicchi e Deven Sharma. Colloquio che per il PM «è la confessione del comportamento criminoso di S&P sul doppio downgrade dell'Italia».

Ruggiero ha spiegato anche il movente del declassamento criminale del rating del nostro Paese di due gradini (da A a BBB+) nel 2011 da parte di S&P. «Il rapporto di consulenza contrattuale tra S&P e lo Stato Italiano - ha rilevato - cessa nel 2010, dopo 17 anni, e nel 2011 Standard & Poor's si scatena contro l'Italia con declassamenti a catena: come vogliamo chiamarle queste se non ritorsioni?».

Ammiriamo il coraggio del Pubblico Ministero Ruggiero nell’aver portato al banco degli imputati i colossi della finanza internazionale e i peggiori politici di questo paese, ma riteniamo che le condanne richieste possano solo rendere in parte giustizia, perché mancano ancora all’appello le condanne esemplari per i responsabili politici della crisi nera che sta devastando l'Italia dovuta in buona parte alla commistione tra alta finanza e politica italiana: ci riferiamo a Draghi, Monti, Padoan, Prodi e anche allo stesso Berlusconi, perché non dimentichiamo che nel 1994 i bond spazzatura di Morgan and Stanley furono infatti acquistati dal suo governo.

Non vogliamo dimenticare il prima ed il dopo al declassamento del 2011 ed ancora una volta noi di Forza Nuova vogliamo ricostruire quei momenti. Il 3 gennaio 2012, infatti, il governo italiano - presidente del consiglio, appena insediatosi, e ministro dell’economia e delle finanze ad interim Mario Monti - pagò alla banca d’affari statunitense Morgan Stanley 2,5 miliardi di euro proprio a causa del declassamento subito da Standard & Poor’s, il pagamento era previsto, sotto forma di sanzione, da una clausola del prestito concesso al Ministero dell’Economia dalla banca d'affari americana. Peccato, però, che Morgan Stanley risulti tra gli azionisti di Mc Graw Hill, gigante dell’informazione che controlla proprio Standard Poor’s.

C'è qualche conflitto d'interessi? Morgan Stanley possiede Standard & Poor’s che declassa l’Italia che, quindi, deve pagare 2 miliardi e mezzo proprio a Morgan Stanley, sì avete capito bene. Ma non è tutto qui. Come rilevammo in un esposto dell’aprile 2012, presentato da Roberto Fiore sempre alla procura di Trani: il figlio di Monti, Giovanni, fino a pochi giorni prima del bonifico autorizzato in gran fretta dal padre, era vice presidente della stessa Morgan Stanley. Monti padre, inoltre, in qualità di Ministro dell’Economia, pur sapendo del procedimento penale in corso, che metteva in discussione la legittimità della misura presa dall’agenzia di rating, pagava quella cifra spropositata in fretta e furia.

Infine, non è da sottovalutare la natura del prestito, in pacchetto di derivati, altrimenti detti "titoli spazzatura", chiesto e ottenuto dall’Italia nel 1994, grazie ad un’operazione pensata e voluta da Draghi (al tempo anche lui in Morgan and Stanley). Politica e finanza italiane – troppo spesso rappresentate dalle stesse persone – sono coinvolte a vario titolo in questa vicenda: Prodi, Monti, Padoan, Draghi (che hanno già sfilato o sfileranno a Trani) non hanno né denunciato pubblicamente né, tanto meno, avuto nulla da ridire sui prestiti usurai e virtuali della grande finanza speculativa e hanno solo accennato al colpo di stato contro Berlusconi, ordito dalla finanza americana, che si attuò in quella fase; un golpe contro cui, del resto, neanche lo stesso Berlusconi osò protestare più di tanto: i bond spazzatura di Morgan and Stanley furono infatti acquistati dal suo governo.

Mimmo Carlucci
Coordinatore regionale Puglia di Forza Nuova

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