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Aumento Tari, il Comitato bene comune: «Altro che differenziata, qui ci scappa pure che riaprano la discarica»

Il 3 aprile 2017 un Consiglio Comunale ridotto all’osso ha approvato il documento in base al quale calcolare la TARI  che noi cittadini già a breve andremo a pagare; l’amministrazione Bottaro si è limitata, come un solerte contabile, a prendere atto dei costi forniti da AMIU, costi che aumentano in modo esponenziale fino a raggiungere la bella cifra di più di 12 milioni (1 milione al mese), e a dividerli per il numero dei cittadini.

Nella grottesca discussione che ha accompagnato la votazione nessun consigliere né di centro-destra né di centro-sinistra ha avuto la sensibilità politica di interrogarsi sul perché di questi costi enormi e magari fare un po’ di autocritica su quello che si poteva fare e nessuno ha fatto fino ad oggi. Come sempre ci si è limitati ad una serie vergognosa di accuse reciproche che nella confusione generale fanno comodo a tutti.

Infatti se oggi siamo arrivati ad essere una delle città con la tariffa dei rifiuti più alta, soprattutto in rapporto ad un servizio così scadente, lo dobbiamo a tutte le amministrazioni che si sono succedute, a partire dalle amministrazioni di centro-destra che nella loro decennale guida della città non hanno saputo/voluto affrontare il problema dei rifiuti prima che questo diventasse un’emergenza.

Già nel 2011 la giunta Tarantini aveva fatto redigere (presumibilmente a pagamento) ad una società leader del settore un ottimo piano per avviare la raccolta differenziata ma,  per motivi che non sono noti, questo progetto è rimasto sulla carta. Mentre nel 2013 l’amministrazione Riserbato partorì una fallimentare sperimentazione del servizio solo in una zona della città.

Perché non si è mai dato seguito a progetto del 2011? Ci rendiamo conto che se si fosse partiti allora facendo gli investimenti necessari quando non si era in emergenza né finanziaria, né tanto meno ambientale e sanitaria, ora non saremmo a questo punto? Se oggi avessimo una raccolta differenziata già a regime potremmo cominciare a parlare di tariffazione puntuale, pagando solo in base alla quantità di rifiuti indifferenziati che produciamo, con notevoli risparmi per tutti.

Forse allora si pensava che la presenza della discarica ci avrebbe fatto vivere felici e contenti per sempre, e la costruzione di un inceneritore, di cui all’epoca si parlava molto, ci avrebbe reso ancora più spensierati, mentre i cittadini si sarebbero goduti non solo l‘inquinamento del suolo e dell’acqua, ma anche quello dell’aria. La raccolta differenziata sarebbe stata la soluzione più semplice, razionale e anche economica ma si decise di non farla, e oggi fa veramente sorridere vedere il consigliere di Forza Italia farsi paladino di una scelta che il suo stesso partito non volle.

Piangere sul latte versato, o meglio sul percolato sversato in falda in questi anni, serve a poco, ma sapere come sono andate le cose dovrebbe sempre servire a non commettere gli stessi errori in futuro. A Trani no. Da noi si è scelto di continuare a sbagliare e l’amministrazione di centro-sinistra persevera nella miopia dei suoi predecessori.

Il Sindaco ha definitivamente gettato giù la maschera dell’amministrazione sensibile alle tematiche della salute e dell’ambiente, incolpando esclusivamente la chiusura della discarica dell’aumento della Tari dicendo che se questa fosse aperta potremmo pagare molto meno.

Si tratta di affermazioni sbagliate e gravissime; il Sindaco non dice che se la discarica fosse aperta i livelli di inquinamento di quel sito sarebbero davvero irreversibili, e se si decidesse prima o poi di bonificare i costi per la collettività sarebbero enormi; non dice che i costi del conferimento aumentano perché senza raccolta differenziata aumentano le tonnellate di rifiuti da smaltire e aumenta anche l’ecotassa che noi paghiamo più degli altri; noi paghiamo una tassa rifiuti altissima perché questa classe politica, come le precedenti, che pure aveva fieramente contestato, non sa e non vuole intraprendere le strade virtuose e più economiche che da anni proponiamo.

Certo a parole sono ben lieti di fregiarsi dell’adesione alla Strategia Rifiuti Zero, ma in concreto non hanno fatto assolutamente niente; anzi  con largo anticipo ci hanno chiesto di sostenere i costi di una raccolta differenziata mai partita facendoci pagare per delle assunzioni evidentemente non necessarie che non hanno portato nemmeno ad un minimo miglioramento del servizio standard.

A qualcuno è mai venuto in mente di chiedere conto all’amministratore unico di AMIU del servizio fornito dalla società di cui è responsabile, prima di chiedere a noi di pagare il costo di tanti disservizi? Nell’ultimo consiglio comunale anche il consigliere dei Verdi Laurora ha detto che avrebbe voluto sentire l’ing. Guadagnuolo; ebbene, consigliere,  noi, che facciamo parte di un sedicente comitato di controllo sulla discarica voluto dal Sindaco, abbiamo da tempo fatto la stessa richiesta al “suo” assessore Di Gregorio, perché spesso lui non era  in grado di rispondere alle nostre domande, ma non abbiamo avuto nessuna risposta. Speriamo che lei abbia più successo.

Nel frattempo ci permettiamo di consigliare a tutti i nostri amministratori di documentarsi meglio sui vantaggi immediati e a lungo termine che una raccolta differenziata ben fatta può portare; sicuramente sarebbe più utile che perdere tempo in accuse reciproche, giustificazioni improponibili e conversioni sulla strada del riciclo che lasciano il tempo che trovano.

A noi non resta che continuare a pretendere il rispetto per i cittadini affinché non debbano scegliere se pagare più tasse o affondare nel percolato.

Teresa De Vito – Anna Rossi - Comitato Bene Comune


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