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Vincono battaglia legale e riqualificano mezza Baia del pescatore: Trani, il riscatto (con i privati) viene dal mare

L'ultima foto del luogo com'era risale alla vigilia di Natale, quando un gruppo di ibernisti scelse di fare proprio lì il bagno augurale: mentre loro sfidavano le acque gelide, altri pianificavano il rilancio di un posto in stato di quasi totale abbandono. Siamo alla Baia del pescatore, nella zona di Colonna in un'area demaniale che una società di imprenditori di Trani ha rilevato e riqualificato.

Il passo fondamentale, però, precedente a tutto questo, era avvenuto nelle aule della giustizia amministrativa, al termine di una battaglia legale per la relativa concessione demaniale, contesa fra il titolare ed il Comune di Trani. Il concessionario aveva proposto un ricorso, presso il Tribunale amministrativo regionale della Puglia, contro due determinazioni del dirigente uscente dell'Area urbanistica, Gianrodolfo di Bari, in cui la figura apicale dell'Ufficio tecnico asseriva che la controparte non fosse più in possesso di una concessione demaniale in corso di validità e chiedeva, pertanto, gli indennizzi risarcitori per l'occupazione, senza titolo, di beni demaniali.

Al contrario, il concessionario si riteneva titolare della concessione ed impugnando i due provvedimenti, proponendo anche motivi aggiunti, si è presentato al Tar: alla vigilia della sentenza si è trovata una soluzione transattiva che ha permesso di sbloccare una situazione incracrenitasi da anni.

Nei giorni scorsi è avvenuta l'inaugurazione di un locale gestito da una società, a sua volta composta di tranesi ed andriesi, ma quello che più spicca è come la zona sia cambiata in meglio grazie ad un investimento non di poco conto. L'investimento ha consentito non soltanto di realizzare un'attività commerciale principalmente legata alla ristorazione, ma anche, e soprattutto, un'area utile allo stazionamento dei bagnanti con piena accessibilità per i diversamente abili e soluzioni semplici, ma efficaci, all'insegna di pedane in legno a totale disposizione della collettività. Il Comune di Trani nell'affidare la concessione fino al 2020 in esecuzione della sentenza del Tar, ha chiesto espressamente che l'area fosse pienamente fruibile dal pubblico, anche se non si tratti di avventori del locale. E così si sta verificando.

Il luogo, oggi denominato Salto dell'acciuga, rappresenta un altro significativo passo all'insegna della trasformazione e riqualificazione di porzioni di litorale cittadino già precedentemente avvenuta con il locale all'esterno del molo Sant'Antuono, Il vecchio e il mare, quello che ha recuperato la zona del lungomare Cristoforo Colombo all'altezza della Grotta Azzurra, oggi denominato Barbayanne, insieme con i confinanti Garbino  e Cacio e pepe. Tutti fanno riferimento, nella maggior parte dei casi, a tranesi che hanno deciso di investire nella loro città.

Di certo, per un'amministrazione comunale il cui sindaco, Amedeo Bottaro, in campagna elettorale aveva puntato decisamente sul rilancio di Trani ripartendo dal mare, l'impegno ed i sacrifici dei privati diventano, almeno, uno stimolo a definire nel miglior modo possibile le partite ancora aperte e particolarmente impegnative: dalle concessione demaniale per le spiagge libere con servizi al recupero di altre concessioni in stato di preoccupante abbandono, dall'ex La vela all'ex sciala De Simone. L'assessore al demanio, Raffaella Bologna, non sta lesinando impegno nella soluzione di questioni che vengono da lontano e la burocrazia, soprattutto negli ultimi anni, ha reso particolarmente difficili anche per il sempre più numeroso parterre di soggetti istituzionali contemporaneamente coinvolti. Lo spessore del lavoro da compiere è decisamente superiore a quello dell'evocata "acciuga", ma il percorso è più che avviato.

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