La giunta comunale ha prorogato al 31 ottobre prossimo l'affidamento del servizio di igiene urbana ad Amiu Spa. Dal 1mo novembre, almeno sulla carta, dovrebbe diventare esecutivo il nuovo piano redatto dal Conai, che prevede l'estensione della raccolta differenziata a tutta la città.
Il progetto comprende una relazione tecnico-descrittiva, un piano economico finanziario ed un documento di sintesi non tecnica, tutti datati giugno 2017. Gli elaborati cartografici, invece, risalgono a novembre 2015 e riguardano le aree omogenee di raccolta, lo spazzamento manuale giornaliero e quello a giorni alterni, lo spazzamento meccanizzato diurno ed il lavaggio stradale notturno.
La novità rispetto al piano precedente è la diminuzione dei costi previsti. Il nuovo quadro economico è di 10.405.000 euro, a fronte di quello precedente che era stato calcolato in 11.121.000. Infatti, a seguito di valutazioni in ordine alla sostenibilità finanziaria secondo i parametri indicati dall'assemblea dei sindaci dell'Ambito di raccolta ottimale, l'amministrazione ha dato indirizzo politico di modificare il piano economico finanziario del servizio di igiene urbana presentato dal Conai, per aggiornarlo con gli attuali, effettivi costi e renderlo compatibile con le risorse di bilancio dell'ente, oltre che con i costi pro capite degli altri comuni dell'Aro.
Non va dimenticato che Trani fa parte di un ambito che comprende anche i comuni di Barletta e Bisceglie, ma che, a differenza di quelli, non ha ancora avviato un servizio di raccolta porta a porta che deve raggiungere la quota del 65 per cento.
Peraltro, l'ambito di raccolta ottimale prevede un modello organizzativo unitario del servizio, ma nel periodo transitorio ogni comune dovrà continuare ad avvalersi del suo soggetto affidatario. Nel caso di Trani, dunque, si continua con Amiu, provvisoriamente, fino alla fine di ottobre, e poi con un nuovo contratto di servizio che dovrebbe essere di sette anni. Il provvedimento approvato dalla giunta sarà, poi, trasmesso al consiglio comunale per l'approvazione definitiva.
Va anche detto che le spese da sostenersi sono in parte finanziate da contributi regionali risalenti al 2013 (280.000 euro), 2014 (250.000) e, soprattutto, vi è il finanziamento da 1.096.000 euro del 26 giugno 2017, con cui il governo pugliese ha concesso fondi per attrezzature, mezzi, materiali e progettazione dell'avvio del porta a porta, nonché realizzazione di un nuovo centro comunale di raccolta.
Per la cronaca, sono esclusi dal piano spese complessive per 230.000 euro, finalizzate alla raccolta di carogne animali, pulizia e gestione di fontane ornamentali, caditoie e pozzetti, derattizzazione e deblattizzazione, disinfezione, disinfestazione, sgombero neve e spargimento sale, assistenza agli operatori cimiteriali.
Nel dettaglio, il nuovo piano costa 7.882.000, Iva inclusa, per personale, investimenti e costi d'uso capitale, costi di gestione di automezzi ed attrezzature, materiali di consumo, amministrazione e gestione della sede aziendale, altri costi di avvio dei nuovi servizi, smaltimenti, spese generali.
Gli ulteriori costi, che fanno lievitare la spesa a 10.405.000 euro, riguardano il trattamento della frazione organica e secca, lo smaltimento della frazione secca residua, selezione, valorizzazione e smaltimento di materiali da raccolta differenziata secca, ecotassa e trasporto Rsu e Forsu al netto del contributo Conai.





