Stamani, intorno alle 10.30, un tir ha letteralmente abbattuto uno dei due semafori presenti alla strettoia di via Duchessa D'Andria, nei pressi dell'intersezione con via Monte d'Alba.
Il conducente del mezzo pesante, nonostante l'oggettiva ristrettezza della sede stradale ed un clamoroso segnale di divieto di transito per gli autocarri.
Così, ha provato a transitare ugualmente ma, presto, si è trovato in difficoltà e, nel fare manovra per proseguire abbastanza testardamente la marcia, durante la fase di retromarcia ha divelto dalla sua sede naturale il palo semaforico collocato nell'isola spartitraffico centrale.
Adesso l'impianto è totalmente fuori uso, l'altro semaforo collocato lungo il muro di cinta di una proprietà privata è spento ed altrettanto lo è quello dalla parte opposta.
E, così, si è ripreso ad ascoltare l'ormai dimenticato suono dei clacson dei veicoli che transitano i cui conducenti, temendo che un altro mezzo provenga di fronte non visto, segnalano a colpi di avvisatore acustico la loro presenza.
Impossibile stabilire quanto tempo servirà per la sostituzione del manufatto danneggiato e, quindi, per il ripristino del funzionamento dell'intero impianto semaforico.
Ci erano voluti mesi e mesi di attese e lavori prima della sua attivazione, e tutto questo nell'attesa, forse del tutto ormai vana, che quella strettoia sia allargata attraverso un'operazione di permuta suoli tra Comune di Trani e Stato italiano, che intreccia le proprietà dei capannoni Ruggia e del poligono di tiro.
Non riuscendo a sbrogliare quella matassa, si ritenne di mettere su l'impianto semaforico con adeguata viabilità stradale e segnaletica orizzontale e verticale a servizio, ma oggi è emersa la relativa fallacia dei risultati, complice il comportamento schizofrenico di un conducente di Tir.
Ci si augura che quest'ultimo paghi interamente il danno procurato, tenendo conto del fatto che una pattuglia della Polizia locale è intervenuta sul posto accertando stato dei luoghi, danni e responsabilità.










