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Discarica di Trani e cava dei veleni bis, Comitato bene comune: «Informazioni lacunose, invece c’è da fare una seria analisi del rischio per la popolazione»

Constatiamo che l’Arpa Puglia ha diffuso gli esiti delle analisi eseguite sulle acque di falda dai prelievi effettuati il 25 e 26 settembre 2017 sui pozzi di monitoraggio della discarica Amiu di Trani.

Nel rilevare la consueta celerità che caratterizza la pubblicazione delle analisi - ben 4 mesi intercorsi tra i prelievi e la diffusione dei risultati – rileviamo che manchino le analisi sul pozzo P6V posto sulla sponda nord del lotto n.3. Trattasi proprio del pozzo che in passato ha frequentemente evidenziato il superamento di numerosi analiti come il ferro, solfati, manganese, ecc.

Tale mancanza di informazioni ambientali su dati di primaria importanza è a dir poco sospetta in questa fase di transizione in cui sembra decidersi il futuro della discarica. I deflussi delle acque di falda avvengono proprio in direzione Nord e si rilevano, infatti, valori elevati dei solfati sui pozzi CB1 e S9 che distano rispettivamente ben 100m e 400m dalla discarica. Constatiamo, inoltre, che nei mesi successivi (novembre 2017) il campionamento delle acque nel pozzo P6V sia avvenuto regolarmente da parte del centro di analisi “Arace Laboratori S.r.l” incaricato da Amiu. Evidentemente il pozzo P6V risulta ancora utilizzabile per il monitoraggio delle acque di falda.

In riferimento alla cava fumante lamentiamo la lacunosa assenza di informazioni ambientali rese note alla cittadinanza che si limitano alle iniziali analisi compiute sul suolo che mostravano l’inquietante superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione per 10mila volte. Sono passati ben cinque mesi dall’inizio di questa preoccupante vicenda che espone ulteriormente la popolazione ai fattori di rischio sanitario che sovrapponendosi a quelli derivanti dalla discarica Amiu incrementa esponenzialmente le possibilità di contrarre patologie correlate al degrado ambientale. Considerato che la Città di Trani è l’unica dei tre centri della provincia Bat a non essere dotata di centraline permanenti di monitoraggio si perviene alla conclusione che vi sia una sospetta volontà di nascondere la reale situazione dell’impatto ambientale e sanitario.

In definitiva, la rilevazione delle numerose sorgenti contaminanti connesse alle discariche presenti sul territorio di Trani imporrebbero una seria valutazione del rischio sanitario-ambientale che costituisce  attualmente lo strumento più avanzato di supporto alle decisioni nella gestione dei siti contaminati e che consente di valutare, in via quantitativa, i rischi per la salute umana connessi alla presenza di inquinanti nelle matrici ambientali.

Ci preme evidenziare che tali ovvie constatazioni prima ancora di essere eccepite da associazioni e singoli cittadini dovrebbero essere rilevate dagli stessi Amministratori della Città in quanto garanti della salute pubblica.

Francesco Bartucci e Teresa De Vito - Comitato bene comune


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