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Tari 2018 a Trani, Cna Bat: «Immutata? A noi risulta un aumento per le utenze non domestiche»

Il Comune di Trani, omettendo ancora una volta il promesso confronto con i cittadini e soprattutto con le associazioni di categoria, ha intenzione di aumentare le tariffe Tari per l’applicazione della tassa sui rifiuti per l’anno 2018 per le utenze non domestiche, contrariamente a quanto anticipato da alcuni media.

Sarà del 4,5% l’aumento previsto in delibera, che sarà oggetto di discussione nel consiglio comunale di oggi, e riguarderà tutte le utenze non domestiche (artigiani, piccole e medie industrie, ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, alberghi, negozi di abbigliamento, calzature, librerie, plurilicenze, supermercati, ortofrutta, pescherie, servizi, uffici ecc.).

Questo ennesimo aumento è incomprensibile ed inaccettabile, in particolar modo in questo difficile momento congiunturale, in cui le imprese continuano a chiudere o, nella migliore delle ipotesi,  fanno fatica a restare in piedi.

A fine dicembre 2017 un’altra nostra azienda associata del settore calzaturiero, con 20 addetti, ha chiuso i battenti; altre due, sempre con 20 addetti, hanno dovuto dimezzare il numero dei propri collaboratori per poter rimanere sul mercato. Questo ulteriore aumento della tassazione locale, già altissima, è insostenibile, contribuirà alla chiusura di altre aziende e, peggio ancora, a disincentivare l’apertura di altre.

Sono tre anni che ascoltiamo soltanto proclami e promesse, sistematicamente rimaste tali: siamo stanchi.

A gennaio 2018 la percentuale di raccolta differenziata a Trani è del 19,10. Si conferma la percentuale più bassa di tutti i capoluoghi di provincia pugliesi, fanalino di coda fra tutti i Comuni della Bat. Ad esempio, sempre a gennaio 2018, le percentuali di rd sono: Barletta 70,68% - Andria 65,61% - Bisceglie 62,95% - Canosa 65,79%. E, a questo punto, aggiungiamo anche Corato  76,13% e Ruvo 78,99%.

Forse non tutti sanno che questi risultati in percentuale non sono dei semplici dati a fini statistici, ma hanno dei riflessi economici negativi per i cittadini dei Comuni “non virtuosi”; infatti, il mancato raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata del 65%, prevista per legge, ha comportato un costo della Ecotassa per l’anno 2017 di € 578.804,62.

Sono stati infatti conferiti in discarica 22.416,91 tonnellate di rifiuti indifferenziati, sui quali è stata applicata la quota massima prevista (ecotassa) di € 25,82 a tonnellata.

Un aggravio sulla Tari, che ricade sulle tasche dei cittadini, imprese e famiglie, causato solo ed esclusivamente dalla incapacità politica di organizzare un servizio di raccolta differenziata efficiente, efficace ed economico.

Oltretutto, il costo per la copertura del servizio affidato ad Amiu spa, previsto in delibera per il 2018 di € 10.987.572,46 è inferiore al gettito Tari 2017 che è di € 11.066.834,19, ed è comunque ancora sproporzionato rispetto ai comuni limitrofi, confermando un costo pro capite per i contribuenti di Trani di circa 200 euro, uno dei più elevati nella nostra provincia.

Riteniamo opportuno precisare, senza rischiare una guerra tra poveri, che le utenze non domestiche già contribuiscono a spalmare i costi del servizio ripartiti tra utenze domestiche e non domestiche. Dai dati in nostro possesso, infatti, si rileva che l’incidenza dei rifiuti non domestici prodotti nel 2017 risulta essere di 5.244.119,10  tonnellate,  su un totale di rifiuti prodotti di  28.134.545,00 tonnellate, pari quindi al 18,64%. Invece, secondo il calcolo di ripartizione della Tari, la percentuale di incidenza per le utenze non domestiche è stata corretta al 30%.

Senza contare che numerose aziende ubicate nella zona artigianale e industriale della città pagano la Tari senza usufruire né del servizio di spazzamento né della raccolta dei rifiuti da ufficio. E tutto ciò a fronte di un servizio di scarsa qualità, che è stato ridotto nel corso del 2017 (spazzamento manuale e meccanico in tutta la città e raccolta rifiuti nella  attuale zona servita  dal porta a porta),  più volte oggetto delle proteste dei cittadini.

Non possiamo e non dobbiamo più accettare che, a causa delle inefficienze da parte del gestore pubblico del servizio di igiene e dei dirigenti preposti al controllo, siano sempre e solo i contribuenti a pagare.

Ai consiglieri comunali chiediamo, ancora una volta, di non approvare il suddetto aumento e farsi promotori di un urgente incontro con l’amministrazione comunale, unitamente alle associazioni di categoria, per rivedere la proposta ed individuare le opportune e necessarie modifiche nell’interesse di tutti i contribuenti, imprese e famiglie.

Il presidente Cna Bat – Michele De Marinis


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