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Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, la lettera dell’arcivescovo di Trani

Domenica 13 maggio 2018 si festeggia la 52esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Di seguito il testo integrale del messaggio dell’Arcivescovo S. E. Mons. Leonardo D’Ascenzo.

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Carissimi,

domenica 13 maggio 2018, Solennità dell’Ascensione del Signore, la Chiesa celebra la 52^ Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. E subito il mio pensiero va al messaggio che Papa Francesco ci ha donato il 24 gennaio scorso, in occasione della Festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, dal titolo “La verità vi farà liberi” (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace”.

Sento di invitarvi alla diretta lettura di esso: è un documento di poche pagine che va in profondità su un tema, quello della “alterazione della verità”, che riguarda non solo gli addetti ai lavori ma un po’ tutti.

Ispirandomi al messaggio del Santo Padre, vorrei condividere con voi qualche riflessione.

Se la comunicazione, nelle sue diverse forme ed espressioni, è l’essenza delle relazioni umane, non di meno, spesso, essa è inficiata da dinamismi che la contaminano e la asserviscono alla cosiddetta “logica del serpente”; quella appunto posta in opera dal “serpente astuto” del Libro della Genesi per tentare i nostri comuni progenitori Adamo ed Eva. È la logica della disinformazione, della distorsione e della seduzione.

Alla base di tale logica vi è la bramosia del proprio tornaconto che “che facilmente si accende nell’essere umano” e che può operare nel singolo e a livello collettivo. E’ essa che, rimanendo nello specifico, è all’origine delle fake news, tipico fenomeno imperante nei social media. E, comunque sia, essa genera asservimento, raggiramento e confusione, violenza, ferite alla dignità delle persone.

A questa logica il Papa oppone quella di Dio per la quale “la comunicazione diventa luogo per esprimere la propria responsabilità nella ricerca della verità e nella costruzione del bene”.

Ma come riconoscere chi è dalla parte della verità? Per poterlo fare non si dispone di una ricetta o di una formula matematica. È necessario il discernimento che non deve perdere di vista Colui che primariamente è   il prototipo e il fondamento della ‘verità’,  lo stesso Gesù: “Io sono la verità” (Gv 8, 32). Gesù è verità liberante perché il suo Vangelo si basa sull’amore senza vincoli: “L’uomo, allora, scopre e riscopre la verità quando la sperimenta in se stesso come fedeltà e affidabilità di chi lo ama. Solo questo libera l’uomo”.

Qui la riflessione sul testo del Santo Padre potrebbe aprirsi a diverse e articolate prospettive, ma mi colpisce quanto egli afferma e che desidero condividere: “Per discernere la verità occorre vagliare ciò che asseconda la comunione e promuove il bene e ciò che, al contrario, tende ad isolare, dividere e contrapporre. (…) Dai frutti possiamo distinguere la verità degli enunciati: se suscitano polemica, fomentano divisioni, infondono rassegnazione o se, invece, conducono ad una riflessione consapevole e matura, al dialogo costruttivo, a un’operosità proficua”.

Papa Francesco titola l’ultimo paragrafo del suo messaggio “La pace è la vera notizia”, in cui, rivolgendosi ai giornalisti, li considera “custodi delle notizie” e da cui invoca “un giornalismo di pace”. E, in chiusura del suo messaggio, propone una preghiera alla “Verità in persona” che egli modula ispirandosi ad una famosa preghiera francescana.

A conclusione di questa mia riflessione, desidero rivolgermi ai giornalisti e agli operatori della comunicazione sociale del  territorio diocesano. Innanzitutto desidero salutarvi di cuore! A pochi mesi dall’inizio del mio ministero episcopale in questa bella Chiesa di Trani-Barletta-Bisceglie sto imparando a conoscervi; vedo che seguite con attenzione il cammino della comunità ecclesiale e, spesso, vi rivolgete a me per interviste, riflessioni e commenti; di questo vi ringrazio; vedo che siete impegnati nel servizio alla informazione in tutti gli ambiti della vita sociale; e fate tutto ciò con impegno e dedizione. Prego per voi e per le vostre famiglie! Pregate voi per me.

Su tutti invoco la benedizione del Signore”.

 

 

 

+ Leonardo D’Ascenzo

         Arcivescovo

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