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Violenza sulle donne, Pierro (Osp): «Da oggi le scarpette siano bianche, per tutte quelle che saranno salvate»

«Basta scarpette rosse, che campeggiano oramai in tutte le piazze e che sono pretesto di passerelle per i politici di turno. Non ne vogliamo vedere più, perché non vogliamo che accadono più episodi di violenza, non vogliamo più vittime di violenza. Da oggi con Ops lanciamo una controproposta, scarpette bianche per ogni donna salvata». Un messaggio forte e innovativo, che ha il sapore della sfida,  quella lanciata del  presidente del neonato osservatorio per la famiglia, le politiche sociali e la sicurezza, dottor Giuseppe Pierro, nel convegno voluto e organizzato a Palmi dal titolo “Atti persecutori. Tutela e sicurezza della donna”, moderato dalla dottoressa Francesca Corraro.

Messaggio accolto con entusiasmo dagli intervenuti e chissà se dalla Calabria, da Palmi in particolare, si possa scrivere una nuova pagina di storia e diversa da quanto ascoltato finora. Siamo pronti ad accogliere quanti vorranno condividere il nostro progetto, partendo dalla Calabria, passando dalla Basilicata e arrivando in Puglia, proiettandoci in tutte le regioni italiane.

Diverse le opinioni a confronto, partendo dal presupposto che sul femminicidio se ne dicono tante, eppure quel che appare è che non se ne faccia mai abbastanza.  La tutela della donna sembra essere tra le priorità di tutti, eppure continuano a subire violenze. Fisiche, verbali, tra le mura amiche, in casa e sul lavoro.  Scarsa informazione o troppa, tanto da innescare il fenomeno dell’emulazione? Non è facile gestire e affrontare l’argomento - è emerso durante il convegno -.

«I servizi sociali  da soli non bastano, le forze di polizia pure. Serve quel qualcosa in più che ad oggi non abbiamo trovato e che abbiamo il compito di cercare e attuare in Ops - ha proseguito il presidente - .  Bisogna che la Convenzione di Istanbul (la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica) - ha concluso Pierro -  venga applicata integralmente».

Singolare la presenza e il racconto di una donna vittima di violenza, che ha raccontato l’inferno vissuto e le battaglie per salvare la propria vita, la propria dignità e il proprio futuro dalle grinfie di scelte sbagliate.
«La donna subisce violenza fisica e psicologica in molti ambienti della società di oggi - ha detto nel suo intervento l’avvocato Michele Filippelli del foro di Cosenza -. Vi sono anche lati oscuri del nostro mondo che vedono nella donna il fine di un disegno criminoso, considerandola al pari di un oggetto e vessandola con mansioni quotidiane familiari improprie. Parliamo della donna di 'ndrangheta, qualunque sia il suo status ovvero moglie, madre o figlia di un mafioso. Queste donne godono di un'alta considerazione, deviata, da parte dei componenti dell'organizzazione criminale poiché la donna, in quanto tale, avrà il compito di procreare, istruire ed educare i figli che un giorno reggeranno la stessa famiglia criminale in cui sono nati e la difenderanno, assicurandone la continuità generazionale. L'indottrinamento mafioso della donna, soprattutto se minore d'età, riveste la forma, pertanto, di un chiaro atto persecutorio, la cui virulenza inizia ad essere riconosciuta e timidamente combattuta dalle stesse vittime che, già da alcuni anni - ha concluso l’avvocato Filippelli - chiedono aiuto alle autorità competenti, al prezzo di privarsi finanche dei propri figli per assicurare loro un futuro diverso e migliore di quello descritto».

Messaggi più o meno diretti, concetti snocciolati e approfonditi con la voglia di iniziare un percorso virtuoso e diverso, su sentieri ancora poco battuti, lasciando le strade già percorse da altri, con l’impegno di dare risposte e aiuti concreti a quanti si sentono in situazioni di pericolo.
All’evento, fondamentale è stato l’appoggio del sindacato di polizia Cosp (coordinamento sindacale Penitenziario). «Il sindacato sarà sempre e comunque  protagonista nella denuncia al fine di migliorare la qualità della vita del mondo femminile e delle polizie  italiane- ha detto il segretario generale nazionale Mimmo Mastrulli -. E il successo di questo primo convegno ci fa ben sperare. Oggi è solo l’inizio di un grande progetto che speriamo quanto prima di far conoscere in tutta Italia».

Durante la serata è stato  presentato il primo volume dell'Osservatorio "Il mondo persecutorio" del dottor Domenico Corraro, edito da Admaiora. 

(Articolo pubbliredazionale)


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