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Oggi a Trani Mons. Nunzio Galantino, della Cei, per parlare di povertà

L’Unione giuristi cattolici italiani, sezione di Trani “Renato Dell’Andro” riceverà, sabato 9 giugno alle 9  presso l’auditorium di San Luigi a Trani, S.E. Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana.

S.E. Mons. Nunzio Galantino ha accettato l’invito del presidente dell’Ugci sezione di Trani, Salvatore Paracampo, a recarsi a Trani ed in occasione del  70° anniversario della Costituzione italiana ci ha invitato a discutere di un argomento di grande interesse: “Principi costituzionali e fragilità sociali: il grido dei poveri”.

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La Costituzione italiana “non dimostra 70 anni”: è entrata in vigore il 1° gennaio 1948, e come dichiarato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, «il suo patrimonio di valori, di principi, di regole costituisce la  “casa comune” di tutti gli italiani».

Ed uno di questi principi era ed è, ancora oggi, rappresentato dall’art. 3 della nostra “bistrattata” Costituzione, che ci parla di uguaglianza e di pari dignità di tutti i cittadini, senza alcuna distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinione politiche, di condizioni personali e sociali. Ma ancora oggi, questo principio caposaldo della nostra Costituzione non è ancora attuato completamente, soprattutto per quanto riguarda le condizioni personali e sociali delle persone.

Uno degli effetti della grande crisi economica che ha attanagliato l’Europa negli ultimi anni è stato infatti quello di aver aumentato le disuguaglianze sociali, acuendo  il divario fra le disuguaglianze già esistenti fra i ceti sociali: è così diminuito il reddito di gran parte della popolazione con conseguente aumento del livello della povertà.

Secondo i dati della Caritas italiana, nel’Ue ci sarebbero circa 117 milioni di persone a rischio povertà e circa 7 milioni in Italia privi di mezzi di sussistenza.

Ma cosa poter fare in questo momento di fronte a tale grave realtà? Il “reddito di inclusione” non ha portato a grandi cambiamenti, forse perché, come sostenuto da molti, tale misura non riguarda tutte le famiglie italiane che siano veramente povere, come esistente nei paesi dell’Ue.

Una voce autorevole e forte si è, invece, sempre alzata dalla Chiesa, sul fenomeno della povertà: già nella “Lumen gentium”, il Beato Papa Paolo VI scriveva: «Come Cristo (…) così pure la Chiesa circonda d’affettuosa cura quanti sono afflitti dall’umana debolezza, anzi riconosce nei poveri e nei sofferenti l’immagine del suo Fondatore, povero e sofferente, si premura di sollevarne l’indigenza, e in loro intende servire a Cristo».

Nella “Gaudium et Spes” promulgata il 7 dicembre 1965 sempre da Papa Paolo VI, il Beato parlava della lotta alla povertà e dell’equa distribuzione delle risorse: «Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all’uso di tutti gli uomini e popoli, così che i beni creati devono secondo un equo criterio essere partecipati a tutti, avendo come guida la giustizia e compagna la carità».

Degno di essere ricordato è il discorso con il quale il Beato Paolo VI chiuse il Concilio Vaticano II, rivolto ai poveri, ai malati a tutti coloro che soffrono: «O voi tutti che sentite più gravemente il peso della croce, voi che siete poveri e abbandonati». San Giovanni Paolo II riprese e sviluppò per la prima volta in un’enciclica il tema della lotta per i poveri: «Desidero qui segnalarne uno: l’opzione, o amore preferenziale per i poveri».

Papa Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata mondiale della pace riprese il tema della lotta a favore dei più deboli e dei poveri nella dottrina sociale della Chiesa dicendo «Combattere la povertà, costruire la pace».

Ed oggi, con Papa Francesco, la lotta della Chiesa a favore dei poveri tende sempre più a rafforzarsi.

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Giuseppina Paracampo - Consigliere Nazionale Ugci


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