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Tari a Trani, Comitato bene comune: «La più alta d'Italia, e ancora nessuna notizia della raccolta differenziata»

Ci risiamo.

Mentre siamo ancora ed eternamente ad attendere che finalmente anche a Trani si compia il miracolo della raccolta differenziata porta a porta  (ci sembra ormai di poter sperare solo in un miracolo) ritorna puntuale (quella sì!) la mazzata della Tari. E, come di consueto, ci ritroviamo a riflettere sulla sproporzione enorme tra quanto ci viene imposto di pagare – ricordiamo che la Tari a Trani è tra le più alte in Italia (primeggiamo sempre nel peggio) – e il servizio reso alla città nell’ambito di igiene e rifiuti.

A tutti gli effetti sembra che l’amministrazione  abbia dichiarato guerra ai cittadini sempre più vessati. La notifica di molte delle bollette è avvenuta ben oltre la data di scadenza del 31 maggio 2018. Inoltre, appare palese anche la beffa: l’errore di calcolo delle bollette della Tari destinate alle persone che vivono da sole, per le quali è stata omessa l’applicazione della riduzione del 30%.

Ma non è finita qui. Ai cittadini che si sobbarcano il supplizio tantalico di recarsi allo sportello dell’Ufficio tributi per i chiarimenti del caso, si materializza la laconica comunicazione che il lunedì ed il venerdì l’ufficio è chiuso al pubblico. Certo, la magnanimità delle notifiche ha concesso anche la comunicazione tramite mail, ma proprio gli anziani soli che dovrebbero usufruire della riduzione del 30 per cento sono quelli più penalizzati per le lunghe attese all’ufficio, in quanto non in grado di utilizzare il servizio di posta elettronica.

Si aggiunga anche che l’aver oltrepassato i termini del pagamento per i ritardi della notifica e i disservizi conseguenti al calcolo errato potrebbe in futuro indurre all’attribuzione della sanzione per il ritardo del pagamento. Sarà veramente difficile a distanza di uno o due anni andare a spiegare che la notifica ed i disservizi erano insorti per il difettoso funzionamento della macchina amministrativa.  

Il fatto poi che il disguido in questione non sia stato adeguatamente e tempestivamente comunicato comporta l’ulteriore conseguenza che chi, per eccesso di zelo, ha già corrisposto entro la scadenza prevista l’intero importo, deve sobbarcarsi anche l’onere di presentare istanza di compensazione per la futura imposizione fiscale.

Solo dopo essersi scatenato un po’ di rumore, dovuto al passaparola che ha permesso la diffusione della notizia dell’errore,  si è deciso di provvedere al ricalcolo e all’invio di nuove bollette; una misura per molti tardiva.

Eppure tutto questo sarebbe più sopportabile se almeno avessimo in cambio un servizio efficiente nella gestione dei rifiuti e dell’igiene. Ma così non è.

Eviteremmo volentieri di dover ripetere per l’ennesima volta che la città è sporca e che i cassonetti, sempre stracolmi di rifiuti maleodoranti, rappresentano uno spettacolo indecoroso e una minaccia sanitaria, soprattutto con l’innalzarsi delle temperature nella stagione estiva. Ma molto di più ci piacerebbe evitare di continuare a vivere questo disagio, non degno di una città a misura di cittadino, né tantomeno di una località che ambisce ad essere turistica.

Sembra che qui tutto rimanga fermo, mentre altrove, intorno a noi, il mondo va avanti.

Ospite a Bisceglie pochi giorni fa Alessio Ciacci, eco manager di fama internazionale e premio personaggio ambiente nel 2013, ha illustrato, con dati documentati, i vantaggi economici che la raccolta domiciliare ha portato in tutti i comuni che l’hanno adottata, mostrando con grafici e tabelle, come chi più investe nel riciclo più risparmia sui costi.

Mentre l’Unione Europea continua ad emanare norme destinate ad incoraggiare l’economia circolare, noi non ci schiodiamo dalla nostra retrograda linearità. E per rendercene conto non dobbiamo neanche confrontarci con realtà tanto distanti; ci basta volgere lo sguardo ai comuni vicini per vedere evoluzioni che a noi sembrano ancora utopia. Così, mentre sono ormai noti i casi virtuosi della Bat - Andria e Barletta in testa nelle percentuali di raccolta differenziata con il porta a porta presente da anni – anche nel resto della Puglia il trend dei comuni che raggiungono quantità importanti di differenziata è in continuo aumento. E non ci si limita solo a questo, ma si va verso l’applicazione della tariffazione puntuale, quella, per intenderci, in cui al cittadino si fa pagare in proporzione a quanti rifiuti produce, per cui se più differenzia meno paga; quella che noi già un anno fa proponemmo alla commissione che si occupa di bilancio e attività tributarie.

La sperimentazione sta per partire a Massafra, a Bitetto, a Modugno e in tutti i comuni dell’Aro Bari2, che contano così di incrementare ulteriormente i già elevati livelli di rd raggiunti. Mentre a noi viene ancora detto, in base ad una visione che sembra ottocentesca, che la raccolta porta a porta non si riesce ad introdurre per mancanza di soldi da investire, altrove nel frattempo hanno già ampiamente ammortizzato l’investimento iniziale e il risparmio è cominciato.

È sempre Ciacci a portarci degli esempi particolarmente significativi: Contarina spa, consorzio pubblico che si occupa della gestione dei rifiuti di 50 comuni della provincia di Treviso, per un bacino di circa seicentomila abitanti, ha raggiunto da tempo l’85% di rd, e conta di arrivare al 96% entro il 2022. E qui la tariffa puntuale è già una realtà che consente ai cittadini di pagare sui rifiuti meno che in tutto il resto del Paese.

Insomma il mondo va avanti. Ovunque tranne che a Trani!

Anna Rossi e Francesco Bartucci - Comitato Bene Comune


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