Il Presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, nella seconda riunione del Consiglio sanitario regionale, ancora una volta ha schiaffeggiato la professione infermieristica e quelle sanitarie, evidenziando tutta la sua arroganza politica.
Il Consiglio sanitario regionale è inconcludente e di scarsa rappresentatività, definito con la legge del 29 marzo 2016, precluso alla partecipazione degli infermieri e di altre professioni sanitarie.
In occasione dell’ultima riunione si è parlato delle proposte di legge sulla riduzione delle liste d’attesa, degli episodi di violenza nei confronti del personale medico e del disegno di legge per l’istituzione dell’Azienda dell’emergenza e urgenza della Puglia (l’Areu).
Ovviamente non poteva essere altrimenti, i componenti il Consiglio dei Sanitari, tutti medici hanno espresso un parere negativo unanime nei confronti delle proposte di legge in discussione presso il Consiglio regionale sulla questione della gestione delle liste di attesa, mentre è stata chiesta l’applicazione stringente del regolamento già in vigore sull’attività intramoenia.
Sulla questione degli atti di violenza contro il personale medico, il presidente Emiliano ha illustrato i risultati della recente riunione che si è tenuta in Prefettura a Bari, annunciando un successivo momento di approfondimento a seguito delle decisioni che gli esperti in materia di sicurezza e ordine pubblico proporranno sulla questione. Ma il presidente Emiliano probabilmente non avrà letto i numerosi atti di aggressione subiti dagli infermieri.
È un’altra ennesima dimostrazione che per Emiliano esiste solo il personale sanitario medico. Il presidente della Regione e assessore alla Sanità utilizza la tecnica di manipolazione del bastone e della carota per gli infermieri: da una parte gli stringe la mano alla firma dei contratti e dall’altra li svende nel loro riconoscimento professionale.
I presidenti di Opi, Ordine delle professioni infermieristiche di Bari, Saverio Andreula e Bat, Giuseppe Papagni
