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Ludopatia e distanziometro, Santorsola: «Rinviando non abbiamo preso tempo, ma posto le basi per un provvedimento migliore»

Dopo il Consiglio regionale, ecco le mie considerazioni sull’argomento: la modifica alla legge 43 del 2013.

Non è mia abitudine spiegare il voto, convinto come sono che un sì od un no si commentino da soli, ma ogni regola, anche la più ferrea, ha la sua eccezione.

Ovviamente la mia valutazione sulla proposta di legge presentata dal collega Abaterusso che sposta di due anni l’applicazione della legge n.43 del 2013 “Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico” era negativa. Un chiaro no che esprimeva non solo il mio dissenso ma anche la mia meraviglia per il fatto che la stessa proposta provenisse dal gruppo LEU, che si è sempre dimostrato sensibile a questo argomento e nel quale milita il collega Borraccino (che, pure, ha firmato con me nel dicembre 2017 una proposta di legge per il contrasto alla ludopatia, proposta che è ancora all’esame della commissione competente).

Condivisibile nel merito, invece, era la modifica emendativa sottoscritta da Fabiano Amati intesa ad attendere la tua normativa nazionale.

Purtroppo non ripongo nessuna fiducia in questo governo centrale e nella sua capacità / volontà di approntare e varare una legge in grado di arginare una piaga sociale quale il gioco d’azzardo patologico e quindi, se avessi avuto ragione, ci sarebbe stata una proroga “sine die” ad un provvedimento necessario tanto ai gestori quanto all’utenza. 

Ho letto con attenzione le conclusioni dell’osservatorio Eurispes ma, con tutto il rispetto per le istituzioni e la onestà intellettuale di chi le rappresenta, non credo siano sufficienti ad indurre la Regione ad un cambio di rotta e / o ad abbassare la guardia.

Ritengo inutile sbandierare una serie di dati e fatti che illustrano la gravità del fenomeno gioco d’azzardo perché, come tutti i numeri, possono essere interpretati in vario modo e, il più delle volte, confondono il giocatore con il ludopatico, la malattia con la prevenzione, il gestore con la malavita.

Mi sono limitato pertanto a due considerazioni e ad una proposta.

La prima considerazione è che quella povertà umana che vediamo stazionare nei pressi di ogni sala da gioco, con lo sguardo fisso nel nulla e con la speranza di cambiare il proprio futuro e quello della propria famiglia con la vincita della prossima estrazione, quella povertà umana merita la nostra attenzione ed il nostro lavoro.

La seconda considerazione è che una Amministrazione regionale non può lasciar “riposare” una legge per cinque anni e poi decidere di rinviarla per due anni demandando ad un altro, nel caso migliore, il compito di legiferare.

Io credo che si debba dare un valore al  lavoro legislativo fatto negli anni passati dalle strutture amministrative di supporto e dalla politica, anche quella che ci ha preceduto e, pertanto, ho proposto:

  1. di rinviare per sei mesi i termini previsti dalla legge 43 del 2013;
  2. di calendarizzare in commissione una serie di incontri con i gestori rappresentativi della categoria;
  3. di valutare con attenzione le proposte emendative tese ad adeguare il testo alle necessità organizzative ed alle recenti acquisizioni sociologiche;
  4. di apportare alla legge 43 le modifiche necessarie a renderla utile nel contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo senza ledere i diritti dei lavoratori e di quanti hanno investito tempo, denaro e lavoro in questo campo.

Al termine della discussione ho condiviso di buon grado la mozione presentata da tutti i gruppi di maggioranza che hanno impegnato la Giunta regionale a chiedere al Governo statale “una tempestiva iniziativa normativa, anche attraverso decreto legge, in materia di giochi”.

Vedremo chi avrà ragione!

Mimmo Santorsola – consigliere regionale

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