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L'impegno di coach Alesse. «Se mi facessero lavorare sei anni, porterei la Juve Trani a livelli nazionali»

Gabriele Alesse, 43 anni, romano, è l’allenatore capo della F.lli Lotti New Juve Trani, che disputa il campionato di serie D di pallacanestro in Puglia.

Nonostante la sua giovane età, Alesse ha già accumulato esperienze importanti come vice allenatore della Virtus Roma in serie A1 e A2, allenatore delle giovanili della stessa Virtus, di formazioni femminili della capitale, e di responsabile del settore squadre nazionali giovanili a Malta.

Da quest’anno è stato scelto per rilanciare le ambizioni della compagine tranese, per far crescere il nutrito gruppo di giovani talenti bianconeri, e soprattutto per portare il sodalizio cittadino in categorie superiori nel giro di pochi anni.
Alla sosta natalizia la F.lli Lotti è quarta in classifica con dodici punti e in piena corsa per la qualificazione ai play off promozione.

Alesse, come è arrivato alla scelta della New Juve Trani e qual è il suo progetto?

Ho ricevuto la chiamata del presidente Ninni Ferri e, dopo essere stato un weekend suo ospite a Trani, abbiamo quasi subito trovato un accordo. Mi sono immediatamente innamorato della città e della sua gente. Ci siamo accordati per tre anni, proprio perché il mio è un progetto a medio-lungo termine, che prevede un inserimento graduale, ma costante e stabile, dei ragazzi del settore giovanile.

Può fare un bilancio di questi primi mesi e dirci cosa si aspetta dal nuovo anno?

Il bilancio è sicuramente molto positivo, al di là di quelle che potevano essere le mie migliori aspettative. Non tanto per le vittorie, sia della prima squadra sia delle squadre giovanili, quanto per le risposte che ho avuto da tutto l’ambiente alle mie nuove idee e metodologie di lavoro, alle quali i ragazzi non erano abituati. E l’atteggiamento di tutti è stato finora la chiave ed il segreto di questo ottimo inizio di stagione. Ovviamente per il nuovo anno mi aspetto semplicemente che si continui su questa strada, cercando ancora di più di creare una mentalità e filosofia di gioco comune a tutti.

Quale sono state finora le sorprese in positivo e in negativo?

In positivo direi l’accoglienza che ho ricevuto dalla gente di Trani e la posizione in classifica della prima squadra. Era un gruppo pronosticato a lottare per la salvezza, ed invece siamo lassù a lottare per i playoffs, e questo ci deve dare ancora più spinta per non sprecare quello che di buono abbiamo finora fatto. In negativo al momento direi quasi nulla; forse la partenza di Galantino, ma capisco che, probabilmente, era una scelta obbligata.

A Trani è molto sentito il derby con la Fortitudo, il primo dei quali lei ha perso per soli tre punti al termine di una partita equilibrata e combattuta. Quale sono state le sue sensazioni nella circostanza?

È stato uno spettacolo incredibile, sia in campo sia sugli spalti, dove quasi 1200 tranesi hanno dato vita ad un qualcosa che penso sia unico a livello nazionale per una partita di serie D. Per quanto riguarda l’epilogo della partita invece ovvio che l’amarezza è stata tanta, ma se penso che ad inizio anno mi avevano detto che tra noi e loro c’erano dai 15 ai 20 punti di differenza, non posso che essere orgoglioso della prova dei miei ragazzi.

A Trani lei ha trovato un club che è ancora a livello dilettantistico, ma che vorrebbe fare un salto di qualità. Cosa desidererebbe di più dalla sua Società?

Con la dirigenza c’è un dialogo ed un confronto quotidiano. Vogliamo tutti solo il meglio per questa società, e vogliamo riportare la Juve Trani ai fasti dei tempi passati, ma sappiamo che la strada non è semplice. Stiamo lavorando tutti al meglio, consigliandoci reciprocamente e capendo sempre di più giorno dopo giorno quali sono le cose che stanno andando bene e quelle che invece devono essere cambiate rispetto al passato.

Tutti si augurano che lei rimanga a Trani almeno tre anni, ma è scontato che lei abbia mire molto più ambiziose. Quando un giorno lei allenerà in serie A si ricorderà ancora di Trani e della New Juve Trani?

Il mio desiderio e la mia intenzione sono quelli di rimanere qui a Trani il più a lungo possibile e di essere l’allenatore che riporterà la Juve Trani a livelli nazionali. Per fare tutto questo 3 anni sono pochi, quindi spero che con il presidente troveremo presto l’accordo per aggiungere altri 3 anni al contratto già in essere. Fortunatamente nella mia carriera ho avuto già tante soddisfazioni, compresa la serie A a Roma. I soldi hanno avuto un ruolo importante ma non fondamentale nelle scelte che ho sempre preso. Trani è un posto meraviglioso con gente stupenda, e penso che, se il presidente vorrà tenermi, sarà molto difficile portarmi via da qui. A conclusione faccio un augurio di buon anno nuovo a tutti, sperando che sia un anno da ricordare.

(intervista di Francesco Petrarota, addetto stampa Juve Trani)


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