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Decreto sicurezza, il Coordinamento per i diritti umani nella Barletta-Andria-Trani dice «no»

Non disobbedienza al “decreto sicurezza” ma tutela dei diritti umani nel rispetto della Costituzione e delle leggi vigenti procedendo all’iscrizione anagrafica dei migranti affinché possano, comunque, accedere ai servizi, a cominciare da quelli sociali e sanitari.

È questo in sintesi ciò che chiede il neonato coordinamento per i diritti umani della provincia di Barletta – Andria – Trani che si è presentato oggi in una conferenza stampa che si è svolta nella sede della Cgil Bat, in via Guido Rossa ad Andria, in cui sono state illustrate le ragioni per le quali si ritiene che il Dl sicurezza e immigrazione sia in contrasto con il sistema giuridico italiano, posizioni contenute all’interno di un documento-appello (allegato al comunicato) che è stato inoltrato a tutti i sindaci del territorio, al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e, per conoscenza, al Prefetto della Bat.

Nella lettera i firmatari, Giuseppe Deleonardis, segretario generale Cgil Bat, Giuseppe Boccuzzi, segretario generale Cisl Bari-Bat, Roberto Tarantino, presidente AnpiBat, Francesco Demartino, presidente Arci Circolo C. Cafiero di Barletta, legali Pietro Sciusco e Marina Scricco della consulta giuridica della Cgil Bat, Cosimo Matteucci, presidente Mga,  Michele Caldarola referente Libera Andria Presidio R. Fonte e Luciano Lopopolo, presidente ArcigayBat, invitano le istituzioni tutte ad assumere una posizione a tutela dei diritti fondamentali dell’uomo come accaduto già in altre parti d’Italia dove alcuni sindaci hanno deciso di «sospendere l’attuazione del Dl nelle parti che riguardano l’attività dei Comuni ai quali la legge affida la responsabilità di gestire l’anagrafe dei cittadini», si legge nel documento.

«Il decreto mette in discussione i più importanti diritti umani, oltre ad avere profili di incostituzionalità in diverse sue articolazioni, come già evidenziato da molti giuristi e costituzionalisti. Offende la persona del migrante, degrada lo ‘straniero’ e fa diventare la discriminazione una regola, rievocando i momenti peggiori e più bui della nostra storia”. I sostenitori dell’iniziativa invitano alla mobilitazione tutti i sindacati e le associazioni, il mondo del volontariato e del terzo settore e tutti i cittadini della provincia in modo da coordinarsi e costituire una rete mutualistica che possa aiutare tutti coloro che malauguratamente dovessero subire gli effetti discriminatori di questo decreto.

Il coordinamento è aperto al contributo di tutte le realtà associative e organizzazioni sociali contrarie al Dl ed alle politiche messe in campo dal governo in merito al tema della gestione dell’immigrazione».

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