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“Sistema Trani”, sequestrati 670.000 euro di beni a un dipendente del Comune

A seguito di indagini contabili e patrimoniali, disposte dalla Procura regionale della Corte dei conti presso la Sezione giurisdizionale per la Puglia, diretta dalla dottoressa Carmela de Gennaro, finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Bari hanno sottoposto a sequestro, unitamente ad Ufficiali giudiziari dell’Unep di Trani, un patrimonio mobiliare ed immobiliare nella disponibilità di Sergio De Feudis, dipendente del Comune di Trani.

L’attività investigativa deriva dalla più ampia indagine, denominata “Sistema Trani” all’epoca diretta dalla Procura della Repubblica della città del nord barese, che vide coinvolti numerosi amministratori pubblici ed imprenditori della città, tra cui il citato De Feudis, funzionario dell’ufficio di Ragioneria del Comune, tratto in arresto a giugno del 2016.

In particolare, la vicenda, emersa nel corso del procedimento penale (nell’ambito del quale De Feudis è imputato, unitamente ad altri dirigenti comunali, per i reati di peculato, concussione, falso, truffa), valorizzata dall’Autorità giudiziaria contabile, è quella relativa alle gravi alterazioni informatiche riguardanti i dati contabili del bilancio comunale, effettuate da De Feudis.

Questi infatti, al fine di favorire due cooperative locali e permettere loro di incassare somme maggiori del dovuto per prestazioni di servizi in favore del Comune di Trani, aveva manomesso gli impegni di spesa ed i relativi capitoli di bilancio a fronte dei quali altri dirigenti avevano emesso i provvedimenti di liquidazione e pagamento. Tali illegittimi pagamenti hanno determinato un danno per il Comune ed un illecito vantaggio economico per le due cooperative pari ad oltre 670.000 euro, parte dei quali, secondo gli inquirenti penali, sono “tornati” nella disponibilità dello stesso De Feudis.

Gli esiti delle ulteriori investigazioni ed accertamenti patrimoniali da parte della Sezione anticorruzione del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari, disposte dalla Procura regionale della Corte dei conti, ed in particolare dal vice procuratore generale, Antonio D’Amato, hanno permesso alla magistratura contabile di richiedere alla Sezione giurisdizionale della stessa Corte il sequestro conservativo “ante causam” di beni mobili ed immobili di proprietà del De Feudis.

Condividendo l’assunto degli inquirenti la Corte, con provvedimento del presidente, Francesco Paolo Romanelli, ha disposto il sequestro di tre immobili situati a Trani, due autovetture, due conti bancari e di crediti di De Feudis nei confronti del Comune di Trani e dell’Inps. L’atto di sequestro è finalizzato a conservare la garanzia patrimoniale a favore del Comune, per il risarcimento del danno erariale causato dal citato dipendente pubblico.

Contestualmente al sequestro, è stato notificato un “Invito a dedurre” emesso dalla Procura regionale della Corte dei conti nei confronti di De Feudis e ad altri otto dipendenti, dirigenti e funzionari, del Comune di Trani ritenuti presunti corresponsabili del danno erariale accertato.

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