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Politica, nasce il movimento «La Trani che vogliamo»

Da tempo ormai incalcolabile, la politica tranese gioca sulle promesse che a elezioni avvenute vengono puntualmente disattese. E tutto rimane come prima...anzi peggiora.

In campagna elettorale gli aspiranti amministratori promettono anche la luna, se solo qualche cittadino si azzarda a chiederla. Tanto promettere non ha alcun costo, tranne che per ottenere consensi. I tempi stanno, però, cambiando perché la sintomatologia è chiara: i tranesi non hanno più fiducia nell'operato delle civiche amministrazioni che si succedono al governo della città.

Ed è in quest'ottica, come è noto, da diversi mesi è stato costituito il movimento “La Trani che vogliamo” e che ha trovato subito diverse centinaia di aderenti. A testimonianza della validità dei principi che regolano “La Trani che vogliamo”, come è ormai noto, il movimento si è dotato di uno statuto aperto a chiunque voglia conoscerlo. Tutti gli scopi principali ci sono e sono principalmente quelli di rilanciare la nostra città a 360 gradi, puntando gli aspetti sociali, sulla sicurezza, sul lavoro, come pure sulla sanità mortificata dai recenti provvedimenti che hanno spogliato il nostro ospedale.

Ormai il baratro che ha inghiottito la città l’ha resa invivibile. Una situazione inconcepibile per Trani, che conta circa 60.000 abitanti, e che per secoli ha dettato legge nell'intero Mezzogiorno attraverso la miriade di giuristi, di uomini di cultura, di eccelsi professionisti in vari campi dello scibile, sia tecnico che culturale.

La politica locale deve farsi rispettare al livello delle istituzioni superiori e non subire scippi a ripetizione. La gente di Trani finora ha creduto alle false promesse, a quei venditori di fumo senza alcun costrutto, che hanno provocato lo sfascio di Trani, ormai sotto gli occhi di tutti, e che impunemente li senti parlare di rinascita.

L'artrite dietrologica, secondo il parere di un noto studioso tranese, sarebbe una malattia che avrebbe contagiato quasi tutti gli attori della vita culturale, sociale e amministrativa di Trani.

Un viaggio senza ritorno verso la decomposizione sociale attribuibile alla mancanza di energie intellettuali capaci di proiettarsi verso il futuro.

Trani possiede, invece, energie intellettuali di primissimo piano. Occorre, pertanto, puntare, sulla cultura, perché l'eccezione del termine “Cultura” è ben altra da quella di chi oggi governa la città e tenta di propinare alla popolazione, offrendo frammenti di pensiero, mentre Trani, per risollevarsi, necessità di grandi pensieri.

La cultura è il complesso di tutte quelle scoperte e conquiste che gli individui di un determinato gruppo hanno fatto nel corso dei secoli, coltivando, per stare all'etimologia della parola, il campo dell'organizzazione economica, dei rapporti sociali e delle indagini spirituali.

La cultura è quel complesso che include conoscenze, credenze, arte, morale, costumi e qualunque altra capacità e uso acquisito dall'uomo in quanto membro della società.

Il tutto trasmesso di generazione in generazione: conoscenze, credenze, fantasie, ideologie, simboli, norme, valori, nonché le disposizioni all'azione che da tutti questi derivano e che si concretizzano in schermi e tecniche dell'attività tipici di ogni società .E della cultura, quella con la “C” maiuscola, la Trani che vogliamo ha fatto la propria bandiera.

Ormai è un dato di fatto che la gente è stanca della politica delle false promesse e il compito del nostro movimento è quello di far rialzare e riportare agli antichi splendori la nostra città.

Il presidente - Giuseppe Lamonaca

Il coordinatore cittadino - Cosimo Nenna

 


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