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Stp, l'odissea di un disabile che deve rinnovare l'abbonamento. E gli uffici di Trani sono chiusi nel giorno della festa patronale a Bari

Come legale rappresentante della Associazione Uildm, Unione italiana lotta alla distrofia muscolare - sezione di Trani, voglio portare a conoscenza di quanto accaduto l’8 maggio presso gli uffici della Società trasporti provinciali (Stp) che si trovano a Trani.

Sono in possesso dell’abbonamento per diversamente abili per usufruire dei benefici economici per l’utilizzo dei mezzi pubblici della società su tutta la rete stradale servita dalla Stp. Consapevole che tale abbonamento era in fase di scadenza, mi preoccupo di trovare il modo per rinnovarlo, considerando che sono persona su sedia a rotelle e che gli uffici si sono trasferiti a circa quattro chilometri dal centro abitato di Trani.

Ho telefonato in sede diverse volte per chiedere di farmi parlare con qualche impiegato addetto a questo compito e mi sono reso conto subito che a Trani non esiste un vero centralinista ma ogni dipendente è costretto a far di necessità virtù.

I dipendenti con cui mi sono interfacciato, con i loro tentennamenti ed incertezze, hanno dimostrato che per ogni piccola questione devono interfacciarsi con i funzionari della sede di Bari. Questo perché da tempo abbiamo perso la totale autonomia nei confronti del socio barese e da chi gestisce la nostra azienda. Infatti gli addetti di Trani mi rispondevano che se non avessi preso, precedentemente, un appuntamento telefonico con chi di competenza (che doveva venire da Bari) non potevano passarmi nessuno.

Con molta pazienza, dopo aver ripetutamente esposto quale fosse la mia richiesta, riesco, finalmente, a parlare con una signora, che per questione di privacy evito di identificare, alla quale espongo la questione e si ripromette di richiamarmi il giorno successivo per aggiornarmi sul da farsi. Questo atteggiamento mi lascia sbalordito dal momento in cui per fare un’operazione di routine e che con altri impiegati che ad horas sono stati collocati a riposo, si effettuavano nel giro di mezz’ora, si dovesse attendere del tempo solo per sapere quale fosse la procedura per effettuare il rinnovo del documento. Resta di fatto che ad oggi non ho mai ricevuto, maleducatamente, nessuna telefonata. Questo sta a testimoniare e rafforzare la mia tesi che i vertici che siedono comodamente a Bari pensano solo a tutelare i loro interessi non consentendo ai dipendenti di Trani di operare al meglio e questo è un problema che si protrae da anni. Una gestione che definirei schizofrenica.

Scocciato ed innervosito da tale situazione prenoto un pulmino e l’autista per il trasporto disabili, valutando che questa società si trova a oltre quattro chilometri da Trani, e mi reco presso la sede sociale laddove mi trovo dinanzi ad una assurdità impensabile. Gli uffici sono chiusi e volete sapere il perché? Perché a Bari è la ricorrenza della festa patronale di San Nicola di Bari. Inaudito. Ho speso soldi, tempo e non so ora quando l’autista volontario sia nuovamente disponibile per riaccompagnarmi.

Bastava che quando si è deciso di fare un investimento così importante acquistando un immobile distante dalla città si fosse pensato ed istituito un infopoint in città soprattutto per espletare questo tipo di pratiche, ma i capostipiti della società, passati e presenti, se ne sono, lasciatemi passare il termine, strafregati. Andiamo parlando di vita indipendente ma quando ci si trova dinanzi a certi amministratori di società con menti lungimiranti al contrario resteremo sempre al palo.

A questo punto viene spontaneo pensare che il tutto venga deciso e gestito dai sommi poteri di Bari, e onestamente credo che gli uffici di Trani siano solo un contentino di nessuna importanza concesso alla nostra città. Ridicolo.
Mi assale un dubbio: non è che il progetto dei baresi, che parte da lontano, sia quello di creare disservizi a Trani per poter giustificare il trasferimento degli uffici e dei pochi servizi a Bari? Un progetto nato qualche anno fa e che non vorrei si stesse concretizzando.

Inoltre mi trovo dinanzi ad un ingresso dove non figura nessun cartello con gli orari d’ufficio, ed un accesso di serie B per l’ingresso dei disabili con una rampa a norma, per quanto riguarda la pendenza, ma che non si è mai vista da nessuna parte aperta completamente sul frontale come da foto dimostrativa senza nessuna protezione.

Mi domando e dico: se malauguratamente, nell’operazioni di salita, si dovesse bloccare il joystick di una carrozzina elettronica cosa si troverebbe di fronte? Il vuoto. Spero che questa segnalazione sia letta anche da qualche responsabile della società e vogliano provvedere, nel più breve tempo possibile, a mettere in sicurezza e completamente a norma la rampa di accesso per disabili onde evitare intraprendere altre vie risolutive. Poi perché creare la rampa sulla parte posteriore della palazzina considerando che gli uffici occupano uno stabile non soggetto a vincolo della Soprintendenza la quale proibisce qualsiasi modifica strutturale che muti l’aspetto estetico di una struttura? Questi personaggi conoscono la Legge N.ro 67 del 2006 sulla discriminazione?

La nostra associazione non poteva restare silente dinanzi a queste intemperanze e manchevolezze anche se questa società risulta essere, negli anni trascorsi, una nostra benefattrice quando gestita da un presidente e consiglio d’amministrazione molto più attenti e sensibili ai problemi che affliggono le categorie dei più deboli.

Il legale rappresentante della Uildm Trani – Gennaro Palmieri

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