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Si conclude oggi il primo convegno ecclesiale del nuovo vescovo di Trani: appuntamento allo Spirito Santo

Si conclude oggi, giovedì 10 ottobre, dalle 18.30 alle 21, presso la parrocchia Spirito Santo, il convegno ecclesiale diocesano sul tema “Una chiesa che ha il sapore della casa, una casa che ha il profumo della chiesa”.

Titolo che, nelle intenzione dell’arcivescovo mons. Leonardo D’Ascenzo, trae ispirazione da una significativa espressione di Papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium in cui si afferma “La Chiesa diventi una casa per molti e renda possibile la nascita di un mondo nuovo”; ma, ancor prima, dallo stile di vita delle prime comunità cristiane, basato sulla comunione, anche dei beni materiali, così come narrato negli “Atti degli Apostoli”.

Mons. D’Ascenzo, in una lettera alla comunità ecclesiale diocesana, spiega che il convegno è l’epilogo naturale di un percorso di riflessione, studio, ricerca, cominciato da un gruppo di lavoro (composto da sacerdoti, diaconi, religiosi, laici) che ha riletto il Libro Sinodale promulgato nel 2016 dal defunto Arcivescovo Mons. Giovan Battista Pichierri.

«Il gruppo – scrive l’Arcivescovo D’Ascenzo – ha elaborato la sintesi di otto priorità tratte dal Libro Sinodale da sottoporre al discernimento del Consiglio Pastorale Diocesano», che, «si è riunito per indicare tre priorità delle otto proposte dalla commissione e per delineare un percorso sinodale al fine di elaborare un progetto pastorale triennale 202/2021, 2021/2022, 2022/2020». Il percorso, in sintesi, è il seguente: sentirsi e vivere come un solo popolo, il popolo di Dio; famiglie e giovani; dall’assistenzialismo all’opzione preferenziale per i poveri.

Successivamente, una commissione, ha organizzato il convegno pastorale, che si volgerà in due giorni: nel primo «due laici – spiega Mons. D’Ascenzo -, un uomo e una donna che dal loro autorevole punto di vista ci offriranno delle provocazioni sul tema». Si tratta di: dott. Mimmo Muolo, vaticanista di Avvenire e altre testate, scrittore; dott.ssa Antonia Chiara Scardicchio, ricercatrice in Pedagogia sperimentale e docente presso l’Università di Foggia di Progettazione e valutazione dei processi formativi. I destinatari dell’assise sono: il presbiterio diocesano, i diaconi, le religiose e i religiosi, i membri dei consigli pastorali parrocchiali e zonali, le associazioni, i gruppi, i movimenti ecclesiali, gli operatori pastorali e laici impegnati. Quanto agli obiettivi, l’Arcivescovo, così li enuclea, sempre nella sua lettera: «Il convegno intende aiutare la Chiesa diocesana a focalizzare la propria attenzione sulle tre priorità pastorali indicate dal Consiglio Pastorale per iniziare un cammino di coscienza ecclesiale diffusa nei vari organismi di partecipazione e giungere nel corso di questo anno pastorale, alla stesura condivisa del prossimo progetto pastorale triennale». 

E, quanto alle modalità, «nel primo giorno relazione degli esperti invitati. Nel secondo giorno avvio della condivisione in gruppi di approfondimento guidati dai coordinatori di gruppo designati dai direttori ed equipe degli uffici pastorali diocesani. A questo proposito vi invito a considerare l’importanza di entrambe le giornate: l’ascolto del primo giorno sarà premessa necessaria per l’altrettanto
importante lavoro di gruppo del giorno successivo. Il convegno pur cronologicamente suddiviso nei due giorni ha una unitarietà di ascolto e condivisione». Il lavoro del convegno proseguirà successivamente a livello di Consigli Pastorali Parrocchiali e Zonali in modo da far scaturire dal lavoro condiviso indicazioni concrete.

A conclusione della sua missiva Mons. D’Ascenzo offre anche alcune indicazioni di tipo organizzativo: «Data l’importanza dell’evento ecclesiale chiedo con forza che si faciliti il più possibile la partecipazione di tutti i destinatari. Ai presbiteri chiedo di anticipare al mattino le celebrazioni eucaristiche nelle due date indicate, come avete fatto, lodevolmente, in occasione delle sedute del Primo Sinodo Diocesano. A mons. Giuseppe Pavone il compito di curare l’organizzazione del convegno, che vedrà la partecipazione di oltre 500 persone (tra laici, sacerdoti, diaconi, religiosi e consacrati, provenienti dai sette centri della diocesi).


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