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Impianto di biometano a Trani, Tommaso Laurora: «L'azienda di Monza risulta inattiva. Perchè l'impianto non sarà realizzato da Amiu?»

“Io ritengo che sussistano i presupposti per attivare il procedimento di annullamento in autotutela del provvedimento”.

Io ritengo che la realizzazione di un impianto di compostaggio che conduca alla produzione di concime e biometano sia utile per chiudere il ciclo dei rifiuti e per valorizzare la frazione organica ottenuta a valle di una efficiente raccolta differenziata. 

Per questa motivazione io sono scandalizzato dalla circostanza che possa realizzarlo un privato anziché la nostra azienda comunale A.M.I.U. s.p.a., che potrebbe produrre, in auto-produzione, il bio metano per i nostri mezzi pubblici e il concime (compost) per i nostri parchi ed aree verdi, con abbattimento dei costi di trasporto dei rifiuti e di gestione del verde, con probabile aumento del livello occupazionale.

Come mai il nostro sindaco pro tempore e la nostra società (con amministratori pro tempore) non abbiano attuato gli indirizzi del Consiglio Comunale resta un mistero. 

O forse no. Oggi ci troviamo di fronte ad un impianto autorizzato ad un privato, la 4R s.r.l. con sede legale a Monza, in pieno centro città che, da visura camerale alla Camera di Commercio Milano - Monza - Brianza - Lodi risulta costituita dal 2015 e risulta "INATTIVA" da allora, non è iscritta all'Albo Gestori Ambientali ai sensi dell'art.212 del D.Lgs. n.152/2006 (Codice dell'Ambiente), non è iscritta nella White List della Prefettura di Monza (elenco ditte con controllo antimafia), non ha dipendenti e inoltre possiede un capitale sociale di appena euro 100.000 con cui dovrebbe garantire il soddisfacimento di eventuali debitorie.

Allora mi chiedo come si possa autorizzare e far gestire un impianto del costo presumibile di milioni di euro con questi presupposti?

Peraltro, dalla lettura della Determinazione Dirigenziale della Provincia Bat n.31 del 22/1/2020, non si evince in base a quale titolo sull'area di realizzazione dell'impianto la società in questione abbia chiesto l'autorizzazione (proprietaria?, promissaria acquirente?, locataria?). 

Io credo che, in via preliminare, prima di avviare un procedimento che coinvolge svariate amministrazioni in conferenza di servizi, con evidente perdita di tempo ed impegno di denaro pubblico, oltre ai requisiti camerali sarebbe stato ulteriormente opportuno verificare qualificazione professionale del responsabile tecnico, disponibilità delle attrezzature, la dotazione del personale, il volume d'affari, la capacità contributiva a fini IVA, il patrimonio e le certificazioni sulle attività sinora svolte.

Ma il dato politico sconcertante, oltre a quello della inspiegabile mancata realizzazione dell'impianto da parte di A.M.I.U. s.p.a, è che il sindaco pro tempore si era impegnato in conferenza di servizi a far esprimere il Consiglio Comunale sulla localizzazione di tale impianto sul nostro territorio, ma il provvedimento in Consiglio non ci è mai andato.

Anzi è stato inserito all'ordine del giorno del Consiglio e poi è stato ritirato!

Probabilmente in quell' occasione il sindaco avrebbe dovuto spiegare perché l'indirizzo del Consiglio Comunale di far realizzare l'impianto di compostaggio all'A.M.I.U. s.p.a. non è stato ottemperato, e avrebbe dovuto chiarire perché questa volontà consiliare non è stata dichiarata in conferenza di servizi.

Mi stupisce, ma non troppo, che il sindaco pro tempore dica che vuole presentare ricorso al TAR (egli sa bene che sarebbe debole).

Mi stupisce il silenzio dell'assessore all'ambiente.

Mi stupisce il silenzio dei consiglieri provinciali tranesi.

Mi stupisce invece che un consigliere comunale ci dica che l'impianto di compostaggio sia utile al territorio (cosa che sappiamo), contraddicendo il sindaco che vuole fare ricorso, e non ci dica come mai lo realizza un privato e non la nostra azienda pubblica (cosa che non sappiamo).

Mi stupisce che una società con sede legale a Monza scelga proprio Trani per fare business.

Mi stupisce che dal 2 dicembre 2019, data della conclusiva conferenza di servizi, il sindaco ed il consigliere comunale-provinciale, presenti alla seduta, non abbiano avvisato la città della avvenuta approvazione dell'impianto privato e non abbiano svolto il ruolo di tutela della nostra azienda e ne dobbiamo avere conoscenza solo oggi, ormai a cose fatte.

Ad ogni buon conto, io ritengo che sussistano tutti i presupposti per attivare il procedimento di annullamento in autotutela del provvedimento dirigenziale per carenza di controllo sui requisiti di affidabilità necessari per la realizzazione e gestione di Impianti di trattamento dei rifiuti e, pertanto, promuoveremo questa iniziativa presso la Provincia Bat.

Io sono sempre stato disponibile al dialogo (non ad ascoltare chiacchiere), auspico quindi che il sindaco, in virtù dei principi di trasparenza e corretta informazione, risponda pubblicamente punto per punto ai quesiti per i quali migliaia di cittadini hanno diritto ad una risposta.

 
 
 
 

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