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Coronavirus, Attilio Carbonara: «Servono soluzioni decise per chi ha sospeso la propria attività»

Scendiamo dalle nuvole e guardiamo in faccia la realtà. Adesso è chiaro a tutti che non “andrà tutto bene”. Anzi, questa frase, ormai abusata e divenuta stucchevole, si scontra in maniera violenta con la realtà e con i numeri, rappresentando un insulto nei confronti di coloro i quali hanno perso la vita, delle loro famiglie e di chi sta lottando tra la vita e la morte. I media quotidianamente ci presentano un bollettino di guerra, più che la cronaca della realtà: centinaia di morti e migliaia di contagiati ogni giorno.

Le cose stanno andando male, molto male. Non c’è da festeggiare cantando sui balconi, né ostentare alcun orgoglio di appartenenza ma bisogna saper rispettare le regole e, se possibile, essere propositivi. Sì, perché alla guerra contro un virus devastante si aggiunge il dramma economico di un paese già da anni in ginocchio, con un’economia che ben prima della pandemia era stagnante.

Si rende, pertanto, indispensabile l’adozione di soluzioni decise ed immediate per garantire la sopravvivenza alle imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, agli esercenti, agli autonomi, ai liberi professionisti, a chi sta vivendo un “dramma nel dramma”, costretto a sospendere la propria attività senza avere un’alternativa che possa garantirgli un reddito.

L’Europa, spesso fredda e distante dall’Italia e dai suoi problemi, ha adesso teso una mano nei confronti del nostro Paese e di tutti gli altri nelle medesime difficoltà, decretando la sospensione del Patto di stabilità, che consentirebbe di fare investimenti senza dover rispettare gli ordinari vincoli di bilancio ed, inoltre, mediante la possibilità di utilizzare le somme rivenienti dai fondi strutturali inutilizzati (circa 11 miliardi). Servirebbero adesso massicce iniezioni di liquidità a beneficio degli Stati.

Al nostro Governo spetta adottare - in tempi brevissimi - soluzioni forti, favorendo investimenti in ricerca e sviluppo tecnologico, supportando la riconversione delle aziende e il supporto alle imprese, agli autonomi ed ai liberi professionisti. In tal modo, anche gli enti minori - su tutti i Comuni - dovrebbero essere messi nelle condizioni di agevolare la riconversione delle aziende del proprio territorio costrette a fermarsi in questo periodo(agevolando la produzione di prodotti necessari nel breve periodo), snellendo la burocrazia ed alimentando la filiera locale del commercio anche mediante strumenti di supporto agli acquisti a km 0. Solo in tal modo si potrà rilanciare il commercio e salvare milioni di famiglie, senza aspettare la fine dell’ ”incubo coronavirus”.

Concludo con un invito al Sindaco della nostra città a concordare con Amet una sospensione dei pagamenti delle fatture fino alla data del 31 luglio, ovvero la data ultima di scadenza dello “stato di emergenza nazionale” individuata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le misure alternative a questa paventate in data odierna ci sembrano degli inutili palliativi atti a spostare di pochi giorni l’onere di un pagamento al quale non potranno ugualmente adempiere i tranesi che rientrano in una delle succitate categorie, alle quali da tempo viene impedito di lavorare.

 

Attilio Carbonara, candidato sindaco del movimento Prospettiva Trani

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