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Festa dei 150 anni della biblioteca comunale di Trani, ecco la sua gloriosa storia

Come evidenziato in altro articolo, oggi la biblioteca comunale Giovanni Bovio vive un 150mo doppiamente storico: lo è sul piano della longevità, non solo anagrafica ma di contenuti e dinamismo; lo è per le circostanze alquanto anomale in cui avviene, nel cuore di una emergenza sanitaria che costringe il Comune, suo proprietario, a tenerla chiusa insieme con musei, uffici e tanto altro.

La nascita della biblioteca comunale risale ai primi anni del Regno d'Italia quando, in conseguenza della legge che stabilì la soppressione di alcuni ordini religiosi e l'incameramento dei beni ecclesiastici, lo Stato cedette all'amministrazione di Trani la preziosa biblioteca del Convento dei Domenicani, in piazza Plebiscito, oggi carcere femminile.

La biblioteca fu inaugurata ufficialmente il 23 aprile 1870 e fu stanziata la somma di duecento lire per l'acquisto di libri e di quant'altro occorresse per il funzionamento della biblioteca stessa. Nell'ultimo trentennio del secolo il patrimonio librario, che all'inizio era stato di sole poche centinaia di volumi, si arricchì notevolmente, non tanto per gli acquisti, fatti con il fondo annuo stanziato dal comune, quanto per le numerose donazioni. La Biblioteca fu provvisoriamente sistemata in una sala del palazzo di città, ma non c'era nessun impiegato che vi provvedesse con incarico specifico.

In un suo organo d'informazione del 1923 la biblioteca risultava già intitolata, forse addirittura dal 1915, a Giovanni Bovio, filosofo e uomo politico tranese. Nel 1924 fu trasferita a Palazzo Vischi, in piazza Longobardi, dotato di nuova scaffalatura e tavoli per la lettura. Quattro anni dopo il patrimonio librario raggiunse i 26.000 volumi. Nel luglio 1949 venne assicurata alla biblioteca la raccolta Giovanni Beltrani, costituita da oltre 8.000 unità e conservata in un'artistica scaffalatura ottocentesca di stile rinascimentale. Nel 1952 assunse la direzione della Biblioteca Benedetto Ronchi e vi rimase per oltre 25 anni. Fu un'epoca di inteso e proficuo lavoro. Nel 1978 assunse la direzione Mario Schiralli che aveva già lavorato per quindici anni a fianco del Ronchi. Nel 1994 la biblioteca fu trasferita presso locali privati in corso De Gasperi, dove rimase per nove anni. Il 6 dicembre 2003 la biblioteca fu trasferita in piazzetta San Francesco, nella sede attuale, diretta prima da Lucia Fiore e, attualmente, Daniela Pellegrino. La gestione, esternalizzata, è della cooperativa Imago, di Lecce.

La biblioteca comunale Giovanni Bovio si sviluppa su quattro livelli: piano terra; primo e secondo piano; piano interrato destinato a deposito dei materiali librari e documentari.

Ha in dotazione un patrimonio bibliografico di tutto rispetto, potendo contare su circa 115.000 volumi e, per la qualità e rarità dei fondi che possiede, si colloca fra le biblioteche di ente locale più prestigiose del territorio nazionale.

La maggior parte del patrimonio librario è stato a suo tempo catalogato secondo le relative regole italiane, e negli ultimi anni sottoposto, seppur parzialmente, a catalogazione informatizzata con immissione dei dati bibliografici nell'indice del Sistema bibliotecario nazionale, tramite il Polo bibliotecario provinciale di Barletta-Andria-Trani. Nell'immobile sono presenti servizi del Centro per l'impiego, gestito da personale della Provincia, e la segreteria remota dell'Università di Bari, gestita da un dipendente del Comune di Trani .

Al piano terreno vi sono: un punto di accoglienza per il controllo degli ingressi ed informazioni di base; un'area dedicata ai cataloghi a schede cartacee; esposizione di novità editoriali; una sala lettura; l'emeroteca; una sala adibita a biblioteca per bambini e ragazzi, denominata Birba.

Al primo piano figurano: gli uffici amministrativi di coordinamento, gestione e trattamento catalografico e digitalizzazione; tre sale - Beltrani, Trombetta e Maffuccini - dedicate ai fondi antichi e prestigiosi donazioni; una sala di lettura e studio; una sala narrativa adulti; una sala conferenze da 50 posti; ampie aree di raccordo.

Al secondo piano la biblioteca accoglie: un'ampia sala conferenze, intitolata allo storico direttore, Benedetto Ronchi, da 150 posti; un'altra predisposta per divenire sezione multimediale e cineforum.

L'immobile non presenta barriere architettoniche e, nella sua varietà architettonica, si rafforza come «luogo di aggregazione e socializzazione, accogliente e flessibile, di promozione ed avvicinamento alla cultura».


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