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Trani, nuovo palazzo di via Istria: la storia del lungo iter fino al permesso di costruire

Il progetto «Via Istria» ha origine con l'approvazione del Piano regolatore del 30 luglio 1968, che tipizzava quel suolo, inizialmente, come area verde per attrezzature collettive destinate proprio alla scuola media.

L'anno successivo il consiglio comunale, alla luce delle controdeduzioni e osservazioni presentate a quel Prg, approvava favorevolmente l'opposizione presentata dal proprietario.

Sempre il consiglio comunale, nel 1990, ritipizzava l'area stabilendo di sistemare il lotto di terreno a zona intensiva, a condizione che fossero cedute le aree per la formazione di un raccordo fra via Istria e corso Manzoni, in prosecuzione di via Vittorio Veneto, ed un collegamento fra la strada a cedersi e lo stesso corso Manzoni, costeggiando la recinzione della scuola Baldassarre.

Nel silenzio amministrativo successivamente seguito, si insediava già un commissario ad acta nel 1999, confermando la destinazione data a quei suoli da Prg, in accoglimento delle osservazioni.

Il consiglio comunale, nel 2005, approvava uno studio di fattibilità per la tipizzazione urbanistica delle aree a vincolo caducato, e l'area in questione veniva destinata come zona residenziale di completamento B speciale, ad alta densità, con indice di fabbricabilità territoriale i pari a 3 metri cubi per metro quadrato, e l'obbligo della cessione delle aree per urbanizzazioni secondarie nella misura di 18 metri quadrati per abitante, più il 10 per cento della superficie territoriale.

Con l'approvazione del nuovo piano urbanistico generale, il 21 dicembre 2007, si confermava la previsione del 2005. Nel 2010 l'assemblea elettiva tornava ad adottare una variante urbanistica per la destinazione di quei suoli, sostituendo la precedente destinazione con «zona di completamento speciale», che comportava il mantenimento dell'indice di fabbricabilità territoriale, pari a 2 metri cubi per metro quadrato, la cessione di 18 metri quadrati ogni 100 metri cubi di volume residenziale e l'eliminazione dell'ulteriore cessione del 10 per cento della superficie territoriale.

Si innestavano qui i contenziosi al Tar Puglia. L'ultimo giudizio, quello che ha sbloccato definitivamente la vicenda, è arrivato il 20 luglio 2017, quando la terza sezione si è pronunciata definitivamente sul ricorso per ottemperanza al giudicato già formatosi in una precedente sentenza del 2016, dichiarandolo l'obbligo, per l'amministrazione comunale, di dare esecuzione a quella sentenza e nominando l'ingegner Guerra quale commissario ad acta.

La sua delibera approva il progetto presentato da Innino, autorizzando il completamento speciale ad alta densità, ma con altezza degli edifici non superiori a quelli preesistenti e circostanti. L'area di urbanizzazione secondaria sarà pari a 18 metri quadrati ogni 100 metri cubi di volume previsto, oltre il 10 per dell'area in precedenza tipizzata. Il 20 per cento della volumetria sarà da destinarsi a negozi di prima necessità, servizi collettivi per le abitazioni, uffici e studi professionali, piccole attività commerciali ed artigianali in genere, in ogni caso compatibili con la residenza. Resta confermato il progetto dei vari raccordi stradali.

Fra l'adozione (22 gennaio 2018) e l'approvazione (22 novembre 2019) della variante puntuale al Piano urbanistico generale era giunta soltanto una osservazione, sulla base della quale, a giugno 2019, erano state redatte le controdeduzioni con conseguenti modifiche progettuali che hanno interessato la relazione generale, quella paesaggistica ed il rapporto ambientale preliminare.

Al termine dei 150 giorni previsti per legge non sono arrivate né dalla Regione Puglia, né dalla Provincia, determinazioni tali da modificare quanto rielaborato e, così, il parere di compatibilità paesaggistica si è inteso rilasciato con esito positivo, tutte le procedure sono state correttamente seguite e, dunque, la variante è stata definitivamente approvata.


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