Nel giorno in cui inizia la festa patronale più minimalista che la storia della città ricorderà, a causa delle prescrizioni anti-covid, il regalo più bello arriva dalla rimozione delle impalcature sul prospetto principale della cattedrale, per effetto della quale facciata e campanile tornano a mostrarsi in tutta la loro imponente bellezza, facendo risplendere al sole il candido biancore della pietra di Trani
L'area di cantiere non è stata ancora del tutto smantellata ed impalcature cingono la torre campanaria del duomo lungo piazza Reginaldo Addazi, ma, come detto, sul prospetto principale finalmente si può apprezzare la ritrovata omogeneità del colore del campanile, che il precedente restauro aveva restituito con due tinte ben diverse fra loro.
I lavori erano iniziati a novembre 2019, a cura dell'impresa Nicolì di Lequile, in provincia di Lecce, per la pulizia dal primo e secondo livello della torre campanaria, che non erano stati oggetto di intervento in occasione del precedente restauro conservativo. Quei lavori, invece, avevano riguardato i livelli superiori e la cuspide.
Oggi, grazie alla sopraggiunta disponibilità di nuovi fondi, l'opera è stata completata e, con l'occasione, si potrà anche procedere ad un'ulteriore pulizia del lato della cattedrale prospiciente piazza Addazi.
Al termine di questi lavori, che si sarebbero dovuti completare entro giugno 2020 (ma ancora non era sopraggiunta l'emergenza sanitaria), saranno rimossi anche gli orsogril alla base del campanile, posizionati molti anni fa per questioni di sicurezza legate alla possibile caduta di calcinacci dalle parti che sarebbero dovute essere oggetto degli interventi conservativi.
Tre anni fa, all'esito dello smontaggio delle impalcature, risultava evidente il contrasto cromatico fra i livelli superiori, regolarmente completati, e quelli sottostanti, finanziati solo in seconda battuta. Il motivo alla base dell'intervento parziale fu dovuto esclusivamente alla carenza di fondi disponibili.
«La Soprintendenza non ha potuto finanziare l'intera operazione - aveva spiegato don Nicola Maria Napolitano, responsabile dei beni culturali della diocesi - in occasione della conclusione del primo restauro del campanile - e, pertanto si è concordato di fare quanto era possibile portare a termine nell'immediato. Nel più breve tempo possibile, non appena vi sarà la nuova disponibilità di fondi, si completerà l'intervento». E così, infatti, è stato.
