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Trani, «apologeti del fascismo pronti ad entrare in consiglio comunale»: le preoccupazioni di Libera, Bene comune, Anpi e Cgil

Il miglior esempio di antifascismo a Trani è stato fornito dal suo Arcivescovo Mons. Francesco Petronelli, insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare sul campo il 18 settembre 1943, proprio durante il secondo conflitto mondiale: ‘Avuta conoscenza che un comando avversario stava per procedere nella sua sede episcopale alla fucilazione di cinquanta civili per feroce e ingiustificata rappresaglia, interveniva immediatamente per evitarne l’esecuzione. Riuscito vano il suo intervento impartiva ai morituri la sua benedizione e si poneva dinanzi ad essi per condividerne la sorte. Con tale esempio di carità cristiana si imponeva al comandante nemico che desisteva dal suo barbaro proposito’.

L’episodio si riferisce all’efferata e ben documentata pratica della decimazione applicata dai nazisti consistente nell’uccidere dieci civili innocenti per ogni soldato tedesco ammazzato. La storia viene in fretta dimenticata, per questo è doveroso ricordarla così come è doveroso rimarcare la profonda sensibilità tranese verso gli ebrei, vittime predestinate del nazismo e destinatari anche in Italia delle leggi sulla razza promosse dal fascismo, al punto da far ricostituire a Trani nel 2004 una comunità ebraica e ad ospitare nel 2016 l’ambasciatore dello Stato d’Israele, Zion Evrony; si aggiungono a ciò le numerose manifestazioni che ogni anno vengono organizzate a
Trani in onore della storica comunità che si raccoglie attorno alla Sinagoga Scolanova e al museo ebraico della vecchia chiesa di Sant’Anna.

È importante sottolineare che lo stesso centro storico tranese ed altre zone della città portano marchiate sulla propria pelle la propria anima antifascista e il legame fraterno con la comunità ebraica attraverso la propria toponomastica e la dedicazione di vie e strutture pubbliche, basti pensare alla scuola Petronelli, a Piazza Salvo D’Acquisto, a via Cambio e a via La Giudea solo per ricordare gli esempi più famosi e pubblicizzati dalla stessa cittadinanza come mete ideali per scoprire la città tranese.

Oltre alla storia vanno ricordate anche le radici della nostra città, radici spesso dimenticate, visto anche che mai come oggi l’animo fascista sembra essere fervente anche a Trani e i dati dell’Eurispes attestano come i negazionisti della Shoah nella civile Italia siano passati in pochi decenni dal 2,7% al 15,6% di oggi.

In quest’ottica non può che suscitare favore il recente conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, vero e proprio simbolo imprescindibile delle testimonianze legate all’Olocausto in quanto superstite del campo di concentramento di Aushwitz-Birkenau in cui era entrata all’età di 14 anni e che, tra le altre testimonianze rilasciate, ha dichiarato riguardo il numero che porta tatuato sul braccio: ‘Quel numero lo porto con grande onore perché è la vergogna di chi lo ha fatto. Persone odiate per la colpa di essere nate e che non avevano più diritto al loro nome diventando un numero. Il numero serve, in quella numerazione, per sapere quanti pezzi c’erano. Io sono stata un pezzo’.

La vergogna, oggi, risiede in chi non solo tenta di riportare in auge tali teorie e posizioni, ma anche solo in chi simpatizza con esse o in chi con leggerezza, senza riflessione o, peggio, per goliardia dimostra di sostenere in qualche modo quella che è stata una delle più grandi storture della storia dell’umanità.

A tal proposito non è possibile non attivare delle riflessioni sul conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre e non per quanto riguarda il forte impatto mediatico all’interno di una campagna elettorale che sta per entrare nel vivo, ma in un discorso di coerenza di pensiero.

Proprio nella città di Trani che ha dimostrato la propria avversione antifascista sembrano essere attive sacche apologetiche del fascismo pronte ad entrare in Consiglio Comunale e che, addirittura, appoggiano la candidatura del Sindaco uscente, rappresentante quindi di quella stessa comunità locale che ha conferito alla senatrice Liliana Segre la cittadinanza onoraria. Non si tratta purtroppo di supposizioni, ma di fatti reali, concreti e a dir poco preoccupanti, testimoniati da documenti fotografici orgogliosamente pubblicati sui canali social di un candidato al Consiglio Comunale.

Il Presidio Libera di Trani, la sezione cittadina dell'ANPI, Comitato Bene Comune e CGIL Trani chiedono che venga fatta immediatamente chiarezza a riguardo, affinché possa essere spento sul nascere ogni tentativo di tale rappresentanza incoerente con la cittadinanza onoraria conferita alla senatrice Liliana Segre e con la storia del Dopoguerra italiano e perché le stesse parole pronunciate dal sindaco il 13 febbraio scorso in occasione del conferimento ‘che la farfalla gialla voli sempre sopra i fili spinati’ non restino un motto, ma diventino atto concreto e pulsante.

Anna Rossi per Libera
Teresa DeVito per comitato bene comune
Vincenzo Dicugno per Anpi
Vito De Mario per Cgil

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