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Coronavirus, Davide Pastore racconta la sua testimonianza da Bressanone: «Non sono tornato a Trani per proteggere i miei cari»

In questi giorni molti tranesi trapiantati al nord ci stanno contattando per esprimere il loro punto di vista in questa situazione di emergenza sanitaria. Dopo avervi parlato dell'esperienza di Ninni Simone Filippo Zaza, entrambi a Milano, un altro tranese, Davide Pastore ci descrive la situazione che sta vivendo in un'altra regione italiana.

«Vivo da più di 3 anni nel Sud Tirolo e lavoro in un'azienda alimentare. Qui c'è ancora la convivenza tra italiani e austriaci, ma sono tante le bandiere tricolore che vengono sventolate in questo periodo. Ogni giorno alle 18 organizzo un flash mob: canto l'inno di Mameli per mostrare la mia vicinanza al Paese in questo momento di difficoltà. 

Dalla mia esperienza - spiega Davide - noto che qui si rispetta maggiormente l'ordinanza di rimanere a casa rispetto a Trani: si esce soltanto per fare la spesa e per recarsi sul posto di lavoro. Nella mia città d'origine, invece, ho visto gente che è andata addirittura al mare e questo mi ha infastidito perchè non molti non capiscono la gravità della situazione».

Sulla possibilità di rientrare al sud, il giovane tranese spiega: «Avrei potuto farlo, ma non l'ho fatto. Ho deciso di non tornare a Trani per proteggere i miei cari, la mia famiglia».