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Dpcm della fase 2, non citati ambulanti e mercati. Montaruli (UniPuglia): «Siamo preoccupati, la categoria è allo stremo»

L’attenzione alle comunicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte era altissima così come altissima è stata la delusione nell’aver constatato che il Premier non ha speso una sola parola per ricordare la tragedia dei duecentomila ambulanti italiani fermi da due mesi a causa dell’emergenza Coronavirus.

Tra le categorie pronte alla ripartenza non vengono citati gli ambulanti né i mercati e questo suscita la reazione pronta delle associazioni di rappresentanza. A parlare è il Presidente UNIPUGLIA, Coordinatore CasAmbulanti Italia, Savino Montaruli, il quale ha dichiarato: «Siamo delusi per questa ennesima esclusione dal lessico istituzionale. Solo recentemente anche le tv di Stato si sono degnate di ricordare il dramma vissuto dai duecentomila ambulanti d’Italia, dedicando solo una manciata di secondi, spesso anche sprecati dagli interlocutori, ad una categoria che, invece, è fondamentale per la nazione e per i consumatori ma anche per la cultura e la storia del nostro Paese.

Il premier Conte nelle comunicazioni del 26 aprile ha parlato genericamente di ripartenza delle vendite al dettaglio. Se è vero come è vero – aggiunge Montaruli – che anche le vendite nei mercati rientrano in quelle definite al dettaglio è pur vero che i codici di attività Ateco sono differenti quindi il Presidente del Consiglio avrebbe fatto bene a precisare non solo che la riapertura dei negozi avverrà dal 18 maggio prossimo ma che anche i mercati ripartiranno in tale data se non già dal 4 maggio.

Di fatto, parlando di luoghi di aggregazione, il Presidente del Consiglio scarica tutto sui sindaci e questo potrebbe rappresentare sicuramente motivo di preoccupazione anche se molti comuni ci stanno contattando per capire come ripartire e con quali regole che comunque, ufficialmente, non sono state ancora scritte in maniera univoca. Ecco perché chiediamo che siano i Prefetti a chiarire subito la posizione che tutti i comuni devono assumere. Invitiamo non solo i Prefetti della Puglia ma anche l’ANCI, cui la presente comunicazione pubblica viene inviata, affinché decidano immediatamente la strada da intraprendere. A tal proposito precisiamo che decisioni non concertate, non condivise, assunte in regime di autoreferenzialità e da soggetti che non si confrontino democraticamente con la base produttiva del Settore saranno ritenuti perseguibili quindi valutati e, nel caso, saranno anche contestabili.

Al fine di evitare tutto questo siamo ancora una volta a disposizione per i necessari momenti di confronto e di
ricerca di soluzioni condivise” – ha concluso Montaruli. Dalle due Associazioni di Rappresentanza UNIPUGLIA e CASAMBULANTI fanno inoltre sapere che il fermento nella Categoria è fortissimo e che si rendono necessarie riunioni ed organizzazione di eventi pubblici, nella massima condizione di sicurezza, per addivenire a decisioni che non possono vedere esclusa la Categoria spesso mal rappresentata nelle sedi istituzionali regionali, nazionali e prefettizie ancorché in quelle comunali quando siano escludenti.

Ai Sindaci dei comuni, cui la nota viene fatta pervenire attraverso l’A.N.C.I., viene ribadita la richiesta di azzeramento di tosap, cosap e tarig per gli anni 2020/2021 e a richiesta al Governo dell’anno bianco delle tasse in modo da manifestare concretamente il desiderio di voler salvare una Categoria che rischia seriamente di sparire dal mondo della piccola distribuzione con danni inestimabili per l’Italia e per gli italiani».

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