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Mercato ittico diffuso, Trani si candida ad un bando regionale con un progetto da 150mila euro. Tutti i dettagli

Un nuovo mercato ittico diffuso, soprattutto sull'area del porto, dotato delle attrezzature necessarie per funzionare al meglio. Lo candiderà il Comune di Trani in risposta all'avviso pubblico regionale per l'accesso ai contributi per l'acquisto e installazione di strutture per la vendita di prodotti alimentari ittici diffusi sulle aree pubbliche.

Il bando è aperto a tutti i comuni della Puglia e concede loro «un contributo straordinario finalizzato alla dotazione di strutture amovibili adeguatamente attrezzate - si legge nel provvedimento con cui la giunta comunale uscente ha candidato la città all'iniziativa - e che assicurino, attraverso la delineazione di un mercato ittico diffuso, la continuazione di antichi mestieri, il mantenimento delle tradizioni locali, il contrasto all'abusivismo, l'adeguamento alle norme igieniche previste nel settore e la tutela del decoro urbano».

Al porto di Trani da troppo tempo la vendita del pescato avviene lungo la banchina, davanti ai pescherecci, su improvvisati carrelli che di sera vengono illuminati da lampade alimentate da corrente proveniente da stabili vicini, con prolunghe che attraversano la strada e sulle quali passano i veicoli.

Molti associano tale scenario, complice lo sfondo accattivante del porto e del mare, ad un folklore foriero di turismo tanto che questo improprio mercato del pesce è spesso oggetto di interesse delle immagini degli organi di informazione quanto realizzano servizi a Trani.

Ciononostante, la situazione non è delle migliori dal punto di vista igienico ed ambientale. Inoltre la gente si assiepa intorno alle bancarelle determinando assembramenti che non sono solo pericolosi per pescatori e utenti, ma determinano anche disagi ai danni della circolazione automobilistica.

Nel 2005 l'amministrazione del sindaco Giuseppe Tarantini provò a concentrare questo tipo di attività di vendita nell'area cosiddetta «della terra rossa», al molo Santa Lucia. La zona fu dotata di banchi di vendita ed ombrelloni, furono realizzate delle canaline di scolo e altri interventi che parevano propedeutici allo stesso tipo di operazione che si vuole provare adesso.

Ci si dovette misurare, però, con la non completezza dell'intervento e la conseguente riluttanza degli operatori ittici i quali, pur di non perdere la clientela, preferirono continuare a vendere il pescato davanti alle proprie barche, anziché compiere solo un paio di centinaia di metri per sistemarsi in un'area attrezzata.

Adesso la giunta comunale ci​ riprova​, in considerazione del fatto che «la realizzazione di un mercato ittico diffuso presso il porto di Trani, attraverso l'acquisto e installazione di strutture amovibili adeguatamente attrezzate - si legge nel provvedimento -, contribuirebbe a sostenere dal punto di vista economico gli operatori della piccola pesca costiera che ricadono nell'ambito portuale oggetto dell'iniziativa. La realizzazione di un'area mercatale ittica diffusa ed in linea con la normativa sanitaria vigente contribuirebbe al mantenimento delle tradizioni locali e tutela del decoro urbano».

A tal fine l'Area lavori pubblici e patrimonio ha elaborato una proposta progettuale da realizzare sull'area di proprietà demaniale, in zona portuale, compatibilmente con gli strumenti pianificatori esistenti, dell'importo complessivo di 150.000 euro.

L'intervento è articolato in questo modo: 12 banchi vendita, 53.000 euro; una bacheca, 2.883 euro; un totem, 2.257 euro; 12 tablet, 3.491 euro; reti acqua 5.544 euro; 6 fontanelle, 2.036 euro; campagna di comunicazione 30.000 euro; realizzazione di un'app, 10.000 euro; somme a disposizione complessive, 38.000 euro.


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