Con una nuova sentenza, emanata lo scorso 16 dicembre, la Seconda sezione della Corte di Cassazione si è pronunciata anche sul ricorso promosso dagli ex funzionari comunali Antonio Modugno e Luca Paolo Russo.
Così facendo ha nuovamente annullato l'ordinanza del Tribunale di Trani, da loro impugnata, con riferimento ai sequestri per equivalente disposti nei loro confronti per presunte responsabilità patrimoniali in merito agli oneri non versati dagli operatori convenzionati nel contratto di quartiere Sant'Angelo.
La Cassazione ha contestualmente rinviato ogni decisione allo stesso Tribunale di Trani, competente ai sensi di legge, per un nuovo giudizio che non potrà che essere, a questo punto, di annullamento del sequestro con conseguente archiviazione del procedimento da parte della Procura della Repubblica.
La Corte suprema si era già espressa lo scorso 10 novembre con una prima ordinanza, in favore del costruttore Giambattista Scaringi, difeso da Antonio Florio, e dell'ex segretario comunale Vincenzo Lullo, difeso da Giangregorio De Pascalis, annullando quella stessa ordinanza, emanata il 27 gennaio 2020 dal Tribunale di Trani in funzione di Tribunale del riesame.
Il provvedimento faceva riferimento all'istanza di riesame presentata da alcuni indagati avverso il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il Tribunale di Trani il 19 novembre 2019.
La vicenda riguarda il contratto di quartiere Sant'Angelo, vale a dire il programma urbanistico realizzato all'interno di quell'area e per effetto del quale si era proceduto al sequestro di beni di alcuni fra costruttori e funzionari comunali.
Il procedimento penale ebbe origine da una denuncia del Commissario straordinario del Comune di Trani, Maria Rita Iaculli, del 1mo giugno 2015.
Le indagini furono assegnate al sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Silvia Curione, e svolte dalla Guardia di finanza quale organo di Polizia giudiziaria.
Furono indagati per truffa in concorso due ex segretari generali, Vincenzo Lullo e Luca Francesco Paolo Russo, due ex dirigenti comunali, Giuseppe Affatato e Antonio Modugno, e i tre costruttori convenzionati con il Comune, Cosimo Damiano Manna, Gerardo Graziano e Giambattista Scaringi, insieme con le rispettive aziende.
L'accusa era di avere cagionato, a vario titolo, un danno patrimoniale di rilevante gravità nei confronti del Comune di Trani, a causa della mancata corresponsione all’ente degli oneri a vario titolo dovuti e senza la prestazione di idonee garanzie.
Il Pubblico ministero chiese al Giudice delle indagini preliminari l'emissione di un sequestro per equivalente, per complessivi 6.727.000 euro, in danno degli indagati. La richiesta fu rigettata, in data 2 novembre 2018, dal Gip Rossella Volpe, che ritenne i reati prescritti.
Gli atti furono ritrasmessi alla Procura per una eventuale, nuova formulazione delle accuse e, dopo un anno, un altro sostituto, il dottor Marcello Catalano, richiese nuovamente il sequestro per equivalente ad un Gip, il dottor Ivan Barlafante, che accolse la richiesta e dispose la misura reale in danno degli indagati. Il giudice, infatti, ritenne che i reati fossero permanenti e, pertanto, non coperti da prescrizione.
Avverso questo provvedimento i legali degli indagati proposero ricorso al Tribunale del riesame di Trani, con articolate motivazioni.
Il Riesame (presidente Chiddo, a latere Pedone e Gasparre) il 27 gennaio 2020 accolse parzialmente i ricorsi presentati, mantenendo ferma, in ogni caso, l’impostazione accusatoria del Pubblico ministero. Da qui i distinti ricorsi per Cassazione di alcuni degli indagati.
In questo secondo procedimento Modugno era difeso da Claudio Papagno e Russo da Giacomo Ragno. Il deposito delle motivazioni avverrà entro i canonici novanta giorni.
