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Estirpati 240 ulivi fra Trani e Barletta: «Non hanno valore monumentale». Su quel terreno si farà un piazzale.

  • Sono 240 gli alberi di ulivo estirpati giovedì scorso, a seguito di autorizzazione del dirigente ad interim del Dipartimento agricoltura, sviluppo rurale e ambientale della Regione Puglia, Pasquale Solazzo, da un terreno ubicato lungo la vecchia strada statale 16, fra Barletta e Trani, in direzione di Trani.

    La domanda era stata presentata il 23 luglio 2020 dalla società De Camelis, con lo scopo di realizzare un piazzale per deposito di materiali. Alla luce della normativa vigente, nonché tenuto conto del fatto che l'area oggetto di estirpazione non ricade in quella delimitata per la xylella fastidiosa ed è pertanto considerata "area indenne", l'ufficio regionale preposto ha rilasciato dalla relativa autorizzazione.

    Peraltro la Segnalazione certificata di inizio attività, presentata sempre nella stessa data al Comune di Trani dalla società, non è stata oggetto di alcuna comunicazione di sospensione o annullamento della stessa entro il termine dei 30 giorni previsti per legge, e dunque la Regione Puglia l'ha considerata accettata.

    Lo scorso 5 ottobre il tecnico incaricato dalla Regione, Maurizio Salvemini, a seguito di un sopralluogo effettuato il 22 settembre, ha accertato che in quell'appezzamento sito in agro di Trani, di complessivi 32.000 metri quadrati, erano appunto presenti 240 piante di ulivo, «a nessuna delle quali - si legge testualmente nel provvedimento regionale - può essere attribuito il carattere di monumentalità ai sensi della legge regionale su tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia».

    Considerato, dunque, che il proprietario del terreno ha dichiarato di volere realizzare un piazzale per deposito di materiali, l'ufficio regionale competente ha autorizzato la società De Camelis ad estirpare i 240 alberi da quel fondo rustico senza la prescrizione di reimpiantarli, poiché il richiedente non possiede altri terreni idonei all'impianto.

    «E comunque - precisa il dirigente regionale -, qualora nell'arco dei due anni successivi alla data del rilascio dell'autorizzazione la società acquisisca terreni agricoli investiti a seminativo, resta valido l'impegno ad effettuare il reimpianto dello stesso numero di alberi di ulivo estirpati».

    L'autorizzazione ha la durata di due anni non solo per lo svellimento degli alberi, ma anche per realizzare il previsto piazza​le.


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