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Azzurri, è la vostra ora! Le voci di tranesi a Londra e inglesi a Trani prima della finale

“Si accendono milioni di luci, e dentro i bar le televisioni”. I due versi dell’ultimo singolo di Ermal Meta descrivono perfettamente l’attesa della finale di questa sera tra Italia e Inghilterra. In tutto il mondo sarà trasmessa la gara, la quarta finale agli Europei per gli azzurri e la prima in 55 anni per gli inglesi.

In attesa delle luci e delle tv che si accendono, abbiamo parlato con tranesi che vivono o hanno vissuto a Londra e un'inglese che vive a Trani per sapere le loro sensazioni a poche ore dal fischio d'inizio.

Giuseppe Lavacca, di Trani che lavora da 5 anni a Londra, ci spiega come si stanno vivendo queste ore lì: «In città c’è grande fermento e attesa per la finale di stasera. La comunità italiana conta almeno 400mila persone: qui si sente il senso di appartenenza all’Italia e alla Nazionale. Lavorando in un ristorante con clientela inglese non sono mancate battute o scambi di idee: loro sono quasi certi di vincere. Noi manteniamo un profilo basso e tifiamo al massimo».

Tra i giocatori che gli inglesi temono a livello tecnico ci sono «Insigne, Jorginho, Chiellini e Bonucci». Ovviamente diversi locali italiani si stanno organizzando per trasmettere la partita: «Di certo allo stadio saremo in minoranza – dice Giuseppe - ma fuori ci riuniremo».

Il giovane vivrà la finale “in casa” inglese: «Vivere la finale in Italia sarebbe stata una grande emozione. Qui ovviamente si sente la distanza e l’atmosfera è diversa perché tutto è a favore dell’Inghilterra. Però, si sente l’unione degli italiani. Nessun pronostico per questa sera: sarà una gara molto intensa, la rivalità si sentirà dentro e fuori dal campo».

Da un ragazzo attualmente a Londra a un altro rientrato da poco in Italia, ma che può raccontarci comunque il clima londinese durante gli Europei. Matteo Precchiazzi è contento di vivere la finale a Trani: «È un modo per stare insieme alla mia famiglia e agli amici. Certo, viverla a Londra contro l’Inghilterra avrebbe avuto il suo perché. Ma l’importante è vincere».

Anche Matteo ha avuto la stessa sensazione di Giuseppe: «Gli inglesi hanno sempre pensato di poter vincere gli Europei. “It’s coming home” lo dicono dall’inizio. Ma l’Italia è arrivata in finale meritandola e saremo lì per giocarcela. Penso, però, che avrebbero preferito qualche altra squadra in finale: ci temono e sono consapevoli che sarà difficile farci gol».

Anche a Londra, purtroppo, i festeggiamenti per l’accesso in finale della squadra di casa si sono trasformati in atti vandalici: «Quando l’Italia ha vinto abbiamo festeggiato - dice Matteo - ma in maniera più civile anche perché eravamo in minoranza. Gli inglesi, invece, a volte riescono ad essere molto irruenti. Nessun pronostico: dico solo che sarà una partita combattuta e lunga».

Margaret, insegnante inglese a Trani, è già soddisfatta dell’arrivo dell’Inghilterra in finale: «Per noi è già una vittoria. Negli anni non siamo riusciti a vincere perché penso che ci sono tanti giocatori stranieri nelle nostre squadre o anche per il tipo di gioco che propongono. Nella Nazionale inglese mi piace Rashford perché è molto impegnato nel sociale, tra gli 11 titolari invece Kane; per l’Italia Donnarumma e Insigne. Speriamo non si arrivi ai rigori: non voglio dare nessun pronostico perché non voglio “gufare” nessuna squadra».

Foto di copertina di Federico Valenziano

Ascolta qui l’intervista a Giuseppe e a Matteo.


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