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Discarica di Trani, Di Leo (Lega). «Ma la causa del presunto disastro non è stata ancora trovata»

Ieri ho effettuato sopralluogo alla discarica della nostra AMIU, una società che per più di trenta anni è stata considerata, insieme ad AMET, un valore aggiunto per la nostra città.

Quasi nessuno ricorda che dieci anni fa il Guru della sinistra, il poeta governatore della Puglia, di fatto decretò la devastazione della nostra discarica.

Quasi nessuno ricorda che, all'epoca, la nostra discarica comunale venne ritenuta l'unica in grado di poter accogliere i rifiuti di mezza Puglia, tanto che venne disposto il raddoppio del quantitativo di conferimento da 400 tonnellate al giorno a 800 tonnellate al giorno, nonostante il sindaco si fosse opposto.

Se la discarica era proporzionata ed autorizzata per accogliere 400 tonnellate al giorno qualche motivo tecnico c'era.

Fu l'inizio della fine.

La "narrazione" di questi anni di amministrazione di sinistra impiantista-disboschista, tutta tesa alla propaganda per abbindolare i cittadini tranesi, non cancella i miei dubbi, ulteriormente alimentati a seguito del sopralluogo.

E il dubbio principale è il seguente: come mai ad oggi (sono trascorsi ormai otto anni!) nessuno mi riesce a dire cosa è successo a quota -18 metri dal piano campagna, dove da subito venne rilevata la fuoriuscita di percolato???

Secondo Voi, cittadini tranesi, è normale che a distanza di tanti anni non conosciamola  il concreto motivo per il quale è avvenuta la contaminazione?

Al di là del fantomatico "rischio di esplosione", che fa parte della "narrazione", mai provata da alcun fatto,  la spiegazione altamente più probabile è che sia crollata una porzione della parete della cava al cui interno vi è la discarica, in conseguenza di una cavità carsica presente alla quota -18 metri dal piano campagna.

Pare anche che vi sia documentazione fotografica comprovante tale tesi, mentre i tecnici comunali e di AMIU ieri presenti assentivano su questa ipotesi.

Chi conosce le cave lo sa bene: la nostra pietra locale, di natura carbonatica, è soggetta a "carsismo" cioè al fenomeno erosivo delle acque (contengono anidride carbonica) sulle rocce solubili ricche di fratture.

Quello che è accaduto nel 2014 fu un'anomalia se guardiamo alla gestione trentennale della discarica, dovuta ad un fatto imprevisto e imprevedibile, a sua volta concatenato alle sciagurate ordinanze dell'ex governatore, proprio colui che ha smantellato anche il nostro ospedale, nonostante garantisse il contrario durante le campagne elettorali quando veniva a Trani, in veste di affabulatore, a chiedere i voti.

Questa verità, questa anomalia, evidentemente procura fastidio a qualcuno che ha speso un bel po' di soldi pubblici e altri continuerà a spendere, e ho dubbi che siano stati spesi tutti bene.

Mi basta ricordare il mostruoso costo sopportato per lo smaltimento del percolato (appalto in proroga) dovuto alla mancata (perché?) realizzazione del capping tra gli anni 2015 -2018, il mostruoso costo per lo smaltimento del percolato previsto in appalto di messa in sicurezza (addirittura 100 euro/mc), la stranezza di un gruppo di progettazione che vince l'appalto presentando come offerta migliorativa un impianto di trattamento del percolato (ma guarda che combinazione) e poi questo impianto diventa parte integrante del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, che farà di Trani la capitale dei rifiuti di Puglia.

Qualcuno potrebbe ravvedere un "disegno" in tutto quello che sta avvenendo, abilmente nascosto dietro la "narrazione" della propaganda effettuata da componenti della complice amministrazione di sinistra impiantista-disboschista.

Costoro sappiano che niente è più visibile di ciò che è nascosto.

Giovanni Di Leo (capogruppo Lega Trani)


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