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Trani: la postazione fissa medicalizzata rimane se la Asl Bat riorganizzerà il servizio del 118

«La Direzione generale della Asl Bt, con provvedimento motivato, potrà mantenere la struttura organizzativa e operativa attuale». A scriverlo è l'assessore regionale alla salute, Rocco Palese, congiuntamente con il direttore di dipartimento, Vito Montanaro, sulla base di una relazione dei dirigenti Vito Carbone e Mauro Nicastro. Il riferimento è all'esito del tavolo tecnico tenutosi martedì a Bari, avente per oggetto «l'accordo integrativo regionale del servizio emergenza urgenza 118».

Il confronto si era reso necessario dopo che lo scorso 29 luglio la giunta regionale aveva approvato la riorganizzazione del servizio di emergenza urgenza 118, a titolo sperimentale, dal 1mo agosto al 31 ottobre, con un provvedimento definito «necessario per garantire la copertura delle postazioni medicalizzate 118 tenuto conto della grave carenza di medici in organico».

Come si ricorderà, in Puglia attualmente risultano in servizio 325 medici rispetto alla pianta organica che ne prevede 530. Con particolare riferimento alla Asl Bt, attualmente risultano in servizio 25 medici rispetto ad un fabbisogno di 45, tenendo anche conto del fatto che la straordinaria e temporanea riorganizzazione prevede un numero minimo di 35 medici, da distribuire in 5 postazioni Mike (con ambulanza medicalizzata) e 4 auto mediche.

Alla luce di quel provvedimento la politica, i sindacati e gli addetti ai lavori avevano dedotto che le postazioni fisse medicalizzate di Canosa di Puglia e Trani avrebbero chiuso per consentire quella minima riorganizzazione del servizio sul territorio che, pure, appariva ugualmente deficitaria alla luce di accorpamenti di postazioni mobili soprattutto nei comuni dell'area ex foggiana ed in quelli interni.

Tale scenario, che sarebbe sopraggiunto in piena estate con numerose popolazioni accresciute nel numero a causa dei flussi turistici, aveva fatto scattare l'allarme e reso necessario un momento di riflessione prima che quel provvedimento fosse attuato.

Ecco, allora, giungere il chiarimento all'esito del tavolo tecnico. «I punti di primo intervento di Minervino Murge, Spinazzola, Canosa e Trani – vi si legge testualmente - inizialmente istituiti con deliberazione di giunta regionale del 2014, sono stati successivamente riconvertiti in postazioni medicalizzate con deliberazione di giunta del 2016. Appare necessario dunque evidenziare – chiarisce oggi la Regione - che le postazioni medicalizzate non potevano essere considerate aggiuntive ai punti di primo intervento, né dare origine ad assunzioni integrative a seguito di identificazione delle cosiddette “zone carenti”, vale a dire strutture scoperte».

È però accaduto che «la delibera del 2016 - si legge sempre nella nota che ha fatto seguito al tavolo tecnico - non ha mai trovato applicazione concreta per le motivazioni richiamate nella successiva delibera del 2018, che a sua volta disponeva di rinviare l'approvazione del documento di riordino dei punti di primo intervento all'esito di un ulteriore confronto con i direttori generali delle 6 Asl pugliesi. Tale confronto, però, non ha mai avuto luogo e le attivazioni che le Direzioni generali hanno effettuato – chiariscono da Bari - sono da annoverare fra le iniziative autonome necessarie per garantire il servizio territoriale cui non è mai seguito il provvedimento di recepimento da parte della giunta regionale».

Peraltro, la delibera dello scorso 29 luglio 2022 «riguarda la straordinaria e temporanea riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza 118, tenuto conto della grave carenza di medici in organico così come attualmente strutturato, inclusiva dunque – si precisa con chiarezza - delle postazioni attivate sebbene mai recepite con appositi provvedimenti».

Ecco allora che, ribaltando completamente lo scenario di soli pochi giorni fa, adesso la regione lascia ai direttori generali la piena discrezionalità organizzativa attraverso cui mantenere la struttura operativa attuale.

In soldoni, le postazioni fisse medicalizzate di Trani e Canosa non chiuderanno, a patto che la Asl Bt riesca ad organizzare il servizio 118 calibrando meglio il pur scarso personale medico a disposizione. Le parti hanno preso atto del fatto che le due città non possono privarsi di un punto di riferimento come quello rappresentato dagli ex pronti soccorso, ma la loro permanenza sul campo dovrà necessariamente determinare un rimescolamento di carte con riferimento al personale da destinare all’intero servizio 118 del territorio.

Oggi il direttore generale della Asl Bt, Tiziana Dimatteo, incontrerà i sindaci per sottoporre loro proposte e ricevere suggerimenti, poi firmerà la delibera che consoliderà la nuova organizzazione del servizio, con l’obiettivo non semplice di quadrare il cerchio dei medici disponibili e contemperare le esigenze di tutte le comunità.


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