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Trani, è tornato il Monastero ed i gioielli di Raspini lo illuminano

Oggi, sabato 24 settembre, si apre a Trani, presso il monastero di Santa Maria di Colonna, la terza tappa del nuovo capitolo delle grandi mostre realizzate da Giovanni Raspini: Il Giro del Mondo in ottanta gioielli.
Stimolato dal successo ottenuto nelle precedenti edizioni, Wild (2016), Vanitas Mundi (2017), Nautilus (2019) e Gioielli da una Wunderkammer (2020), anche quest’anno Giovanni Raspini continua il suo progetto creativo nel mondo del gioiello contemporaneo e della bellezza fuori dal tempo.
Il giro del mondo in ottanta gioielli, dopo Milano e Roma la scorsa primavera, è stato inaugurato ieri sera, venerdì 23 settembre, con successiva apertura al pubblico da sabato 24 a sabato 30.
«Un omaggio ad una delle più famose città d’arte della Puglia, capoluogo della giovane provincia di Barletta-Andria-Trani – dice Raspini -, ricca di monumenti quali la famosa cattedrale romanica, il castello svevo e, appunto, il significativo monastero romanico, tutti e tre affacciati sul mar Adriatico».
Per l’occasione l’azienda toscana ha deciso di prendersi cura del monastero di Santa Maria di Colonna che, dopo essere stato ristrutturato alcuni anni fa, attende ora di essere messo in uso.
È stato così potato e ripristinato il rigoglioso giardino mediterraneo del chiostro grande, con al centro l’antico pozzo, puliti gli spazi espositivi e resa possibile l’accessibilità all’antico complesso. «Un gesto “sostenibile” da parte di chi ama la bellezza e desidera tutelarla», ha detto il Maestro orafo.
Il Giro del Mondo in ottanta gioielli è un viaggio affascinante alla ricerca del bello e della creatività senza confini. In questo senso Giovanni Raspini, ideatore del progetto, assume il ruolo di un nomade contemporaneo intento a fare dialogare il suo concetto stilistico di gioiello e creazione orafa con l’identità più autentica di ogni luogo del mondo.
Ottanta pezzi unici, ispirati ad elementi naturali e manufatti propri dei luoghi e delle culture dei cinque continenti (Europa, Africa, Asia, Americhe e Oceania-Antartide), raccolti in trenta importanti parure, composte da collane, bracciali, anelli ed orecchini. Opere create all’insegna dell’eccellenza artigiana.
Quale simbolo della mostra è stata scelta una grande mongolfiera-gioiello, realizzata in bronzo dallo stilista toscano insieme agli scultori Lucio Minigrilli ed Erika Corsi.
«Il tema del viaggio, nell’arte e nella vita – ha spiegato Raspini -, è antico come l’infanzia del mondo. Molti racconti di viaggi metaforici e simbolici narrano in realtà l’incredibile percorso del genere umano. Anche il nostro è un viaggio concettuale. Sorvolando il globo terracqueo con la nostra mongolfiera, troviamo ispirazione nella bellezza: dai molteplici elementi naturali, ai costumi culturali di popoli e genti, ai monumenti realizzati dall’uomo, per giungere al fascino eterno e luminoso delle gemme e dei metalli preziosi. E l’idea di prevedere tre tappe nasce dal desiderio di condividere tanta bellezza con quante più persone possibile, e questo in tre aree importanti e vitali del nostro Paese».
A corredo della mostra è stato anche pubblicato un volume, edito da Edifir Firenze, con introduzione di Franco Cardini, numerosi testi dedicati ed un accurato catalogo fotografico.
Scriveva Nicolas Bouvier: “In viaggio la cosa migliore è perdersi. Con lo smarrimento nasce la meraviglia, e solo allora il viaggio comincia davvero”. Il Giro del Mondo in ottanta gioielli prende vita dallo stesso sentire, dal medesimo desiderio di infrangere ogni muro e confine per partecipare completamente, senza pregiudizi o paure, alla bellezza del mondo. In attesa di nuove avventure.

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