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Trani, amianto davanti ad un'antica masseria: niente bonifica, anzi si riparte da zero

I mesi passano inesorabilmente, la giustizia amministrativa procede a passo d'uomo e quella discarica a cielo aperto contenente rifiuti ordinari, speciali e finanche pericolosi si estende sempre di più.

Siamo in contrada Santa Lucia, ad un centinaio di metri dall'incrocio della omonima via con la Provinciale 13 Andria-Bisceglie. Qui sorge una antica masseria circondata da un terreno incolto, e senza recinzione, all'interno del quale si trova anche il traliccio di un elettrodotto. Nell’area, partendo dal ciglio della strada per spingersi fino quasi al piede del prospetto principale dell’edificio, tanti rifiuti di varia natura.

Lo scorso 1mo aprile il sindaco, Amedeo Bottaro, sollecitato anche dall’attività ispettiva dei Carabinieri del Noe, aveva emanato un'ordinanza contingibile e urgente per la rimozione e smaltimento dei rifiuti ubicati su quel suolo.

Ciononostante le parti interessate dal provvedimento, a seguito della sua notifica, avevano proposto ricorso al Tar Puglia. Lo hanno fatto, peraltro, neanche entrando nel merito di quanto contestato – anche se contestano con forza le ipotesi sia del dolo, sia della semplice colpa -, ma molto più semplicemente disconoscendo la proprietà dei suoli in questione.

Lo ha fatto la società Terna per quanto riguarda il traliccio dell'elettrodotto, affermando che il soggetto cui inviare la notifica sarebbe dovuto essere un altro, in qualità di suo concessionario, e lo hanno fatto anche le tre sorelle ritenute proprietarie del suolo, e che invece dichiarano con fermezza di non esserlo. Il Comune di Trani si è regolarmente costituito nel giudizio, difeso dal responsabile del suo Ufficio legale Michele Capurso.

Per quanto riguarda la Terna, a fine luglio vi è stata la prima camera di consiglio ed una seconda si terrà a metà settembre. Per quanto concerne le tre persone fisiche si andrà direttamente al merito in data ancora da stabilirsi: risultato, la cera si consuma, la processione non cammina ma gli incivili continuano a scaricare di tutto e quel luogo diventa sempre più a rischio.

Purtroppo l’amministrazione comunale non ha pensato di candidarlo a finanziamento regionale per le bonifiche straordinarie di siti particolarmente compromessi dal conferimento di rifiuti, ma la strada scelta del contenzioso potrebbe però fare sbattere palazzo di Città contro il muro di fondo del più classico vicolo cieco.

E intanto siamo già oltre l’anniversario, perché la presenza di questa discarica a cielo aperto è stata segnalata dai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico al Comune di Trani il 23 agosto 2021. Al centro dell’area campeggia una cisterna in eternit frantumata e dunque probabile causa di dispersione di particelle di amianto nell'atmosfera. Insieme con essa, scarti edili e di carrozzerie, nonché molto altro.

Ne nacque l’ordinanza contingibile e urgente, firmata direttamente dal sindaco, per la rimozione e smaltimento dei rifiuti ubicati su quel suolo. Motivo fondante del provvedimento, la legge del 1992 che dispone «la messa al bando dell’amianto in Italia – si legge nel testo -, a causa della sua pericolosità per la salute pubblica dovuta alla natura fibrosa in quanto, anche se a bassissime concentrazioni, la fibra d’amianto a causa delle proprie caratteristiche aerodinamiche, della dimensione ridotta e della forma allungata, può rimanere sospesa nell'aria per il tempo sufficiente a rappresentare un rischio respiratorio e provocare patologie prevalentemente irreversibili».

Gli ignoti che abbandonano rifiuti ne rispondono in solido con i proprietari. Nel caso di specie, non conoscendo gli autori dei conferimenti, quella pericolosa discarica a cielo aperto viene dunque imputata a titolo di colpa ai proprietari ed ai titolari di diritti reali dell’area.


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